Cagliari col fiatone e con i nervi scoperti
Il tecnico Rastelli non ci sta: «Siamo sempre sotto la lente d’ingrandimento e sotto pressione dal primo giorno di ritiro»
INVIATO A CAGLIARI. Piccoli passi, qualche affanno e critiche alle quali Massimo Rastelli per la prima volta nella stagione risponde piccato. L’allenatore del Cagliari non ci sta. Non accetta che la sua squadra venga messa costantemente sotto la lente d’ingrandimento. O che si vada a cercare il pelo nell’uovo «Se vinciamo 1-0 non va bene perchè dobbiamo sempre travolgere gli avversari. Un pareggio è come una sconfitta. Ogni minimo errore viene ingigantito. E’ chiaro che così la pressione aumenta e non siamo impermeabili. Tutto questo perchè non ci siamo nascosti, come hanno fatto altri e abbiamo dichiarato sin dal primo giorno di ritiro il nostro obiettivo».
Il mister rossoblù questa volta non riesce a nascondere la tensione. Finora aveva sempre incassato bene ed evitato di alzare la voce. Un segnale di nervosismo comprensibile perchè i risultati ultimamente non sono brillanti, la squadra accusa qualche battuta a vuoto e dover sempre rispondere a chi affonda il coltello nella ferita diventa una specie di tortura. «Siamo alla fine di una stagione massacrante - aggiunge Rastelli -, non si può essere sempre al massimo. Voi parlate di un calo mentale e anche fisico. Sono d’accordo sul primo ma non sul fatto che i ragazzi non stanno bene sul piano atletico. Altrimenti come si spiega che col Brescia abbiamo giocato 95’ all’arma bianca. E’ vero che non siamo brillanti come nel girone di andata, ma nessuno deve dimenticarsi che ci mancano giocatori importantissimi. Gente come Dessena e Melchiorri non si sostituiscono facilmente».
Massimo Rastelli si toglie i sassolini dalle scarpe, guarda avanti e vede sempre più da vicino la serie A. «E’ quello che conta - dice -, centrare l’obiettivo. Noi siamo vicinissimi e non dobbiamo farci prendere dall’ansia. La squadra è un po’ condizionata da questo. Sono sicuro che se sabato la promozione dovesse essere matematica, nelle ultime gare si rivedrà il Cagliari spumeggiante e padrone del campo».
Le critiche, forse, vengono ingigantite dal campionato eccezionale che sta disputando il Crotone. I calabresi sono primi con quattro punti di vantaggio sui rossoblù e questo, non c’è dubbio se si va oltre le dichiarazioni di facciata, dà tanto fastidio alla squadra, al mister e alla società. «Complimenti a loro - le parole di Rastelli - stanno facendo cose eccellenti. Noi non abbiamo abdicato per il primo posto, proveremo a riprendercelo nelle gare che restano da giocare, anche se, pur rischiando di essere ripetitivo, dico che conta essere promossi».
Il Cagliari ha bisogno di riordinare le idee. Ritrovare la serenità che è venuta meno dopo due mesi in cui ha conquistato solo sette punti in otto gare. Non è stata casuale la decisione della società, concordata con l’allenatore, di mandare per tre volte la squadra in ritiro. Il primo lungo, gli altri di due giorni. Se servirà, i rossoblù andranno ancora in “clausura”. Ma lo faranno volentieri se poi potranno scatenarsi nei festeggiamenti. I tifosi si armino di pazienza.
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