Un’illusione durata quaranta minuti
Dal 26’ del primo tempo al 26’ della ripresa è stata serie A. Venerdì il riscatto?
CAGLIARI. Sono ricomparsi i bus con i drappi dei Quattro mori. Tifosi in movimento per la A che può diventare matematica. Non andrà così. Ma loro si mettono in moto. Da Sorso, Olbia, Iglesias, Sanluri, Villacidro e Bosa.
Amano il Cagliari, hanno riparlato degli eroi dello scudetto e della promozione firmata da Zola e soci. Poco dopo le 13 sono in città. I parcheggi dello stadio si sono trasformati in aree da picnic. Tavolini pieghevoli, tovaglie plastificate dai fiori rossi e blu, sciarpe, bandiere e felpe. E il cibo? Come una volta, malloreddus, ravioli, salsiccia e formaggi. Più cannonau, vermentino e mirto. Immancabile il thermos del caffè.
La Sardegna a tavola, pronta a sostenere Sau e soci. Calcio e tifo pulito. Alle 13.32 arriva il pullman del Livorno: applausi e qualche fischio. Dieci minuti dopo ecco il presidente. Tommaso Giulini guida e arriva da solo. Alle due meno un quarto il bus del Cagliari. In prima fila, Rastelli e il ds Capozucca. Volti impassibili. I ragazzini si sbracciano. Si entra nel vivo. Lo stadio è al completo. Sedicimila anime pronte a brindare per la promozione. Sedicimila appassionati che si divertono, ingoiano amaro, fremono.
La questione va chiusa al meglio: dal 26' del primo tempo, circa le tre e mezzo, al 26' del secondo, i rossoblù sono in A. Trapani, Bari e Pescara pareggiano. Ma il Livorno non molla. Eppure, fino all'ultimo dei 4 minuti e mezzo di recupero, la sensazione che la serata finisca in baldoria accompagna la tifoseria. Un po' tutti si sono mossi per tempo. Ma non ha portato bene. Adesso, serve un punto. Da prendere venerdì a Bari. Per poi festeggiare nel cuore della notte, con clacson e cortei a scortare la squadra dall'aeroporto al centro. Intanto, lo scudetto-aiuola nel Largo Carlo Felice è pronto. Il locale di Dessena al Poetto, il B&Beach, deve rinviare la movida tenuta segreta fino all'ultimo e mai confermata. Anche il club aveva in mente qualcosa: la presenza di Andrea Abodi, presidente della Lega B, è un segnale. Di vicinanza e attenzione con al centro le prossime mosse, stadio incluso. Se ne riparla a breve.
Mario Frongia
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