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«Sarà Sassari la mia nuova famiglia»

di Giovanni Dessole

Akognon racconta il canestro che ha piegato Milano: Rok mi ha detto cosa fare. Io ho preso palla, ho pregato, ho segnato

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SASSARI. The «last second» hero: Lionel Chalmers, Marcelus Kemp, Travis Diener, Manuel Vanuzzo e tanti, tanti altri. Ultimo, sicuramente per tempistica ma non certo per importanza, Josh Akognon, che mercoledì è entrato a pieno diritto nell'esclusivo club dei killer dominatori del cronometro.

Ha il numero 16 sulle spalle Josh Akognon, come Man-Drake Diener, conclamato maestro del buzzer beater, capace di punire Bologna e Cantù a fil di sirena colpendo dalla sua mattonella.

Dal passato al presente. Ultima giornata di regular season, infrasettimanale al palazzetto, la Dinamo sfida la capolista Milano con nel mirino due punti preziosissimi per evitare l’ultimo posto nella griglia playoff.

A un secondo e undici decimi dalla sirena e dal supplementare, Akognon riceve palla sulla mattonella di Drake Diener e si esibisce in un tiro carpiato oltre l'arco dei 6.75. Parabola interminabile, seguita in apnea dai 5000 del PalaSerradimigni che si scatenano nel momento in cui la speranza diventa canestro.

È vittoria. Staff e compagni sommergono the new last second hero, in piazzale Segni è festha manna: «Vincere sulla sirena è sempre molto bello e fa esplodere il tifo sugli spalti - racconta Akognon -. Allo stesso tempo dico che non saremmo dovuti arrivare a quel punto, dovevamo fare fallo prima e chiudere il match. Ciò detto, battere una grande squadra come Milano è sempre fantastico. Prendiamo tutto quel che possiamo da questa partita, e andiamo avanti».

É un Banco di Sardegna che vince e che sconfigge la sindrome da volata finale battendo in volata il blasonato avversario: «Anche quando ti dice male, quando la sconfitta sembra a un passo, non devi mai smettere di giocare perché non si sa mai come andrà a finire - dice il nmero 16 del Banco di Sardegna -. Ci alleniamo, abbiamo la mentalità da professionisti, dobbiamo avere la capacità di essere insensibili a ciò che ci circonda, lasciando che il talento e l'esperienza ci guidino in certi momenti».

E racconta il suo canestro vincente: « Sull'ultima rimessa il merito va a Rok Stipcevic – spiega il giocatore arrivato dalla Cina –: mi ha detto esattamente cosa fare: ho preso palla, ho pregato, è andata bene».

É una Dinamo che al primo turno playoff ritrova Reggio Emilia e si prepara a vivere l'emozione del remake della storica finale tricolore dello scorso campionato.

«Il successo su Milano è molto importante, ci dà fiducia e forza per andare avanti - spiega il playmaker dal killer instinct -. Reggio Emilia è una grande squadra, mi ha impressionato per la capacità di giocare assieme. Sarà una serie dura, ma divertente. Loro hanno il fattore campo a favore ma devono batterci, hanno addosso la pressione. E noi dovremo giocare con la mente libera».

La Dinamo di coach Federico Pasquini, del gruppo che fa squadra, e di Josh Akognon: «Sono molto soddisfatto di questa esperienza. Il campionato è molto competitivo, mi ha mostrato in cosa devo migliorare - afferma -. La Dinamo, i miei compagni, lo staff e i fan saranno per sempre la mia famiglia. Sono davvero felice di essere qui».

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