La Nuova Sardegna

Sport

Tutto Dinamo

Dinamo al PalaBigi per un nuovo sogno

di Andrea Sini
Dinamo al PalaBigi per un nuovo sogno

Stasera gara1 del quarto di finale contro la Grissin Bon

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Luci al PalaBigi, non sarà proprio come quella sera ma sarà sempre emozionante. La Dinamo rimette i piedi nei playoff esattamente nel posto in cui li aveva lasciati quell’indimenticabile 26 giugno 2015. Dal tiro sbilenco di Drake Diener sulla sirena, alla palla a due di questa sera (ore 20,45) è passata un’intera era geologica, eppure l’assalto dei sassaresi al titolo tricolore riparte ancora dalla via Emilia e dalla città in cui il tricolore è stato inventato.

Gara1 dei quarti di finale di questa sera apre un nuovo capitolo della sfida tra Grissin Bon e Banco di Sardegna, che ha in qualche modo caratterizzato quasi tutti i trofei assegnati in Italia nelle ultime stagioni. Il secondo atto è in programma lunedì sera, sempre al PalaBigi, prima che la serie si sposti a Sassari mercoledì per gara3, prima di eventuali appendici (si gioca al meglio delle cinque partite).

Gli incastri. La squadra di Federico Pasquini è arrivata a questa sfida in virtù del settimo posto conquistato all’ultimo secondo della stagione regolare, grazie alla tripla di Akognon che ha abbattuto Milano. Reggio Emilia, che oltre a coach Menetti presenta tanti reduci della scorsa stagione, ha invece chiuso la regular season al secondo posto, dopo avere conteso a lungo il primato proprio all’Armani. Questo significa che Logan e compagni avranno il fattore campo sfavorevole. Proprio come l’anno scorso, quando riuscirono a fare fuori Trento in 4 gare dopo avere rimontato dallo 0-1.

Il fattore psicologico. Proprio come l’anno scorso, Reggio Emilia ha dalla sua un roster di altissimo livello, con in più la rabbia per il titolo tricolore sfuggito davvero per un soffio. Ma, a parte questo, dal punto di vista mentale in questo momento tutto gioca dalla parte della Dinamo: un po’ per la “scimmia” del 2015; molto per come sono andate le due sfide di questa stagione. I sassaresi sono infatti l’unica squadra ad aver vinto entrambi i confronti di campionato con la Grissin Bon (quello della Supercoppa, a inizio stagione, è stato invece vinto dagli emiliani per un punto). A dicembre, con Marco Calvani in panchina, la Dinamo chiuse sul +24. Tre settimane fa, i sassaresi hanno concesso il bis (98-102), facendo cadere la lunghissima imbattibilità del PalaBigi. Nelle 15 gare giocate in casa quest’anno, in sostanza, Kaukenas e soci hanno perso soltanto contro la squadra campione d’Italia.

Il bollettino. «Nelle ultime 7 partite, in fin dei conti abbiamo sbagliato soltanto due quarti». Federico Pasquini ieri ha sottolineato la crescita di una squadra che dal momento del suo insediamento in panchina, è riuscita a levarsi di dosso molti dei complessi che ne hanno condizionato la marcia durante questa travagliata stagione. La vittoria su Milano ha dato ulteriore convinzione a un gruppo che sta finalmente riuscendo a compattarsi. E che, in assenza di un trascinatore vero, ha affilato un’arma rimasta sconosciuta per mesi: il collettivo. Con il rientro di Formenti, Pasquini può contare su undici giocatori effettivi, tutti in grado – per esempio – di partire in quintetto. Nel “luogo del destino”, la Dinamo si troverà comunque alle prese con un’avversaria di grande valore: dal nucleo italiano (Aradori, Gentile, Polonara, Della Valle e De Nicolao), ai veterani di ferro (Kaukenas, Lavrinovic e il pur giovanissimo Silins), passando per elementi solidi come Veremeenko e Golubovic, ce n’è abbastanza per restare concentrati sul presente. Il passato resta e nessuno potrà cancellarlo, ma in campo, da stasera, contano solo i canestri.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative