La Nuova Sardegna

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La serie A si tinge di nuovo di rossoblù

di Roberto Muretto

Tre gol al Bari (Joao Pedro, Farias e Cerri) chiudono una lunga galoppata e riportano l’isola nel paradiso del pallone

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INVIATO A BARI. Serie A, serie A, serie A. I tifosi questa volta possono fare esplodere la loro gioia. L’urlo non resta strozzato in gola. Viene liberato dopo settimane di attesa. Il Cagliari ce l’ha fatta e Bari si conferma città che porta bene ai colori rossoblù. Contro i galletti, all’Amsicora, la squadra del grande Gigi Riva ha conquistato lo scudetto nel lontano 1970, qui in Puglia si fa festa per la sesta promozione dalla B alla A. Il purgatorio è durato dodici mesi, un anno vissuto con un pensiero fisso nella testa: tornare nell’élite del calcio. Un traguardo raggiunto dopo una lunga, interminabile cavalcata. Venticinque alfieri guidati dal generale Massimo Rastelli e da un presidente, Tommaso Giulini, che può finalmente togliersi il grande peso che lo ha quasi schiacciato nel maggio scorso, quando la retrocessione è diventata matematica. Ha riportato il Cagliari da dove l’aveva preso e da oggi si metterà al lavoro per dare gambe a un progetto che prevede tante belle sorprese per chi ama questi colori.

Commozione. Francesco ha 6 anni. Piange, il padre (nato a Serdiana ma da dieci anni in Puglia per lavoro) lo prende in braccio e lo stringe a se. Ha la maglietta del Cagliari firmata da Marco Sau. E’ un bambino felice, la sua squadra del cuore ha vinto, è promossa in serie A. Lucidi, per un attimo, diventano anche gli occhi di chi scrive nel vedere quel ragazzino esprimere con le lacrime tutta la sua innocente e genuina gioia. Forse è l’immagine più bella che lo stadio San Nicola regala in un clima di festa dove anche dal quale per qualche secondo vengono travolti anche i sostenitori locali.

Stadio rossoblù. I tifosi (arrivati dalla Sardegna non sono tanti ) ballano, cantano, sono in delirio. Chiamano i giocatori, saltellano insieme a loro. Tutti sotto la curva per dire grazie a chi si è sciroppato centinaia di chilometri per seguire e incitare i propri beniamini. Quei ragazzi in maglia rossoblù che a molti, per qualche ora, hanno fatto dimenticare i problemi di tutti i giorni. E’ una notte di festa e oggi sarà un giorno di festa, in attesa di sabato prossimo, ultima in casa, con il Sant’Elia che indosserà un abito speciale. Bari, per qualche ora, si veste di rossoblù. Il San Nicola assume le sembianze dello stadio di via Vespucci. E’ tutto bellissimo, voluto, inseguito, raggiunto. Si torna in A dalla porta principale. Un "tesoro" conquistato, da custodire gelosamente.

La partita. E’ una gara aperta. Il. Cagliari gioca senza condizionamenti, è dentro la partita, concentratissimo. Fa viaggiare velocemente la palla, Giannetti e Farias si scambiano spesso la posizione, non danno punti di riferimento, Joao Pedro (monumentale) attacca gli spazi. Sono i rossoblù ad andare più vicino al gol del Bari. Lo fanno con Joao Pedro, Farias e Di Gennaro. Si capisce che la squadra di Rastelli è pronta a colpire. Lo fa quando Defendi regala il pallone a Giannetti, pronto l’assist per Joao Pedro che dal limite calcia chirurgicamente sul palo opposto.

Count down. Il Cagliari torna in campo ancora più deciso, Vuole chiudere in fretta la pratica e lo fa dopo appena 4’. Joao Pedro fa partire il contropiede, Giannetti, rifinisce per Farias che non fa sconti a Micai e mette la partita in ghiaccio. Si fa male Giannetti, Rastelli butta nella mischia Cerri e subito dopo Tello per Farias. Il Cagliari subisce il ritorno del Bari, ma segna il terzo gol con Cerri. E’ un trionfo.L’arbitro fischia tre volte, il Cagliari torna sul palcoscenico più importante del pallone. La festa si può scatenare.

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