Lunga notte di festa Una città in piazza con i suoi campioni
I tifosi aspettano il ritorno della squadra a Elmas Poi i caroselli nel cuore di Cagliari e gran finale al Poetto
CAGLIARI. Una festa ubriacante. Genuina e attesa da almeno due settimane: i match ball sciupati con Lanciano e Livorno sono lontani. Il Bari, messo ko con personalità e tecnica, cancella amarezza e rabbia. Il Cagliari è in serie A. La città esplode di gioia.
I supporter innescano la movida sui social. Gioiscono in tanti, anche quanti sbuffavano su giocatori e tecnico. Tutti sul carro dei vincitori, come sempre.
Ma adesso si festeggia. L'aiuola tricolore a forma di scudetto allestita in fretta e furia ai piedi della statua di Carlo Felice, con indosso i colori rossoblù, di fronte allo Store del club, è il segnale del popolo dei Quattro mori. Il lungo corteo sfila nel cuore della notte. Clacson, video, coretti. Uno sciame in festa per un gruppo che dal debutto del 7 settembre scorso (4-0 al Sant'Elia con il Crotone) è sempre stato in testa o secondo in classifica. Migliaia di tifosi dallo scalo di Elmas al centro della città di scorta al bus e alle auto di Storari e compagni.
Una sorta di movida per acclamare il rientro tra le big. Il charter che atterra all'una e quindici di stanotte è la sintesi di un mondo condensato di emozioni, ansia, fatica. Il volto di Massimo Rastelli, stremato, con una ragnatela di rughe a svelare mesi di passione e lavoro, racconta meglio di cento parole il valore di una risalita immediata.
Il volo di ritorno ospita anche il presidente Tommaso Giulini e Stefano Filucchi: presidente e vice, strateghi di un successo costruito a tavolino. Dal ds Stefano Capozucca le mosse per allestire una rosa competitiva. A fare da cornice, in una notte spazzolata da venti umidi, una travolgente gioia collettiva.
La squadra ammazza campionato e camaleontica assieme, è tra le migliori venti d'Italia.
La notte è lunga. I giocatori si involano verso il Beer&Beach, locale del Poetto che ha tra i proprietari Daniele Dessena. La colonna sonora? Da Jovanotti a Mowe. Si balla e si brinda. Manco fosse uno scudetto. O meglio, si festeggia proprio come se tornare in A avesse il valore del tricolore. Forse, ce l'ha.
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