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Tomasini: «Bari porta bene» Arrica: «Vittoria per tutti»

Tomasini: «Bari porta bene» Arrica: «Vittoria per tutti»

CAGLIARI. Brandelli di storia, gioia e sollievo. I rossoblù si riprendono il massimo campionato pallonaro e le sensazioni di addetti ai lavori ed ex rossoblù sono a 360 gradi. «Noi il 12 aprile del...

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CAGLIARI. Brandelli di storia, gioia e sollievo. I rossoblù si riprendono il massimo campionato pallonaro e le sensazioni di addetti ai lavori ed ex rossoblù sono a 360 gradi. «Noi il 12 aprile del '70 abbiamo vinto matematicamente lo scudetto all'Amsicora con il Bari. Quarantasette anni dopo il Cagliari risale in serie A sempre con il Bari. Forse, è il destino della Sardegna». Giuseppe Tomasini dell'undici che si è cucito il tricolore sul petto era il capitano. Ora segue con passione Sau e soci. «Questa squadra doveva essere in A da cinque giornate. Infortuni e inesperienza hanno condizionato un gruppo giovane che sta meglio in A che in B. Finalmente è arrivata la benedizione».

Per Stefano Arrica, presidente della Federgolf regionale e del Cus Cagliari si tratta della «giusta collocazione. Il mondo del Cagliari è la serie A, la B non gli appartiene, per la storia, la città e i tifosi. La dirigenza? Sta facendo bene, perseguono un progetto serio e a lungo termine, con lo stadio fondamentale per procedere al meglio». Applaude la risalita anche Gianni Roccotelli. L'ex rossoblù - che domani a Torino festeggia i 40 anni dallo scudetto granata con Claudio Sala, Pulici e Graziani più la squadra di Ventura - : «La campagna acquisti è stata eccezionale. Certo, il ritorno è stato meno brillante dell'andata. Ho detto al presidente Giulini che i tifosi hanno il palato fino. Una pecca? Troppi infortuni. Ma quel che conta è essere risaliti in serie A».

Dal campo alla cultura. Lelio Lecis, regista e attore teatrale: «Era ora! Con qualche sofferenza ma ce l'abbiamo fatta. La A è il posto che spetta al Cagliari. La promozione è molto importante, volano per il capoluogo e l'intera regione». Per Marco Dasara, mezzala raffinata del club rossoblù negli anni '80 prima di passare all'Empoli, non ha dubbi: «Il Cagliari meritava di avere la certezza matematica da diverse partite. Ha avuto un grande girone d'andata e un calo fisiologico al ritorno. La B si è confermata categoria ostica in cui serve personalità ed esperienza. Sono felice per i tanti tifosi, specie gli emigrati, che hanno nella squadra un grande riferimento affettivo».

Dal centrocampista a Marcello Vasapollo, consigliere nazionale del Cusi e per circa un decennio nel cda del Cagliari di Cellino con alcuni passaggi da vice presidente: «Sono molto contento per la risalita, meritata e combattuta. È giusto che la Regione abbia la squadra in serie A. Un auspicio? La realizzazione dello stadio, una croce nel recente passato societario».

Mario Frongia

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