Un bell’esempio per un’isola in affanno
La Sardegna del pallone ha di nuovo una sua squadra in serie A. Dobbiamo dire grazie al Cagliari che con umiltà ma tanta, tantissima determinazione ha portato a termine la sua impresa. Non era facile,...
La Sardegna del pallone ha di nuovo una sua squadra in serie A. Dobbiamo dire grazie al Cagliari che con umiltà ma tanta, tantissima determinazione ha portato a termine la sua impresa. Non era facile, perchè non è mai facile vincere un campionato e lo è ancora di meno quanto tutti ti considerano favorito. Giulini ha riscattato la retrocessione dello scorso anno (frutto dell’inesperienza e di tanta sfortuna) allestendo una squadra completa in ogni reparto, equilibrata e con un giusto mix di qualità tecniche e fisiche. Al timone ha chiamato Massimo Rastelli un mister ambizioso quanto basta ma soprattutto capace di resistere alle pressioni della piazza. In questi ultimi mesi - quando la stanchezza si è fatta sentire e qualche partita non è andata come doveva - l’allenatore rossoblù è stato bravo a non perdere la calma, a tenere uniti i suoi ragazzi e tenersi lontano dalle polemiche. Il risultato gli dà ragione e premia un gruppo che è sempre rimasto in vetta e che chiude la stagione con numeri importati in termini di punti, di successi e di gol fatti.
Per il Cagliari - e per la Sardegna – è una vittoria importante, in un momento difficile per il Paese e, ancora di più, per l’isola. Un raggio di sole che può servire da esempio, non solo nello sport. Il Cagliari ha dimostrato sul campo che i sogni si possono avverare. Anche quelli che sembrano impossibili. Bisogna crederci e riscoprire termini, magari un po’ in disuso, come passione e fatica. I rossoblù ci sono riusciti e tornano in paradiso dalla porta principale tra gli applausi dell’intero mondo del pallone. Adesso la scommessa è restarci.
Antonio Ledà
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