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Coach Pasquini fa l’ottimista: resettiamo tutto, si riparte

Coach Pasquini fa l’ottimista: resettiamo tutto, si riparte

Il tecnico dei sassaresi è sicuro: «Sarà una serie lunga, ci sono i margini per spuntarla» Sbagliato l’approccio al match, e Kenny Kadji non ha giocato perché ha problemi fisici

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REGGIO EMILIA. «E’ stato come mi aspettavo, Reggio sin dal pronti-via ha buttato dentro tutta l’energia che ci deve essere per provare a riprendere quella che fiducia che forse le avevamo tolto qualche settimana fa. Bravi loro, ma noi forse non eravamo troppo pronti, purtroppo».

Federico Pasquini spiega gara1 e guarda a gara2, domani. «Quando siamo andati sotto di 15 è cominciata la nostra partita – prosegue il coach della Dinamo –, e purtroppo le due-tre volte che siamo arrivati vicini a loro specie nel terzo quarto non siamo riusciti a fare la giocata decisiva per riportarci veramente a contatto. Però devo dire che ci sono assolutamente i margini, siamo sull’uno a sero, si torma subito in campo, ripartiamo dal capire che cosa abbiamo sbagliato sapendo che Reggio specie nei playoff dal pronti via usa molto il fisico. Sono abbastanza ottimista sul fatto che questa serie possa esere lunga».

Ándare sotto 1-0 in una serie a 5 è peggio che andare sotto 2-0 in una serie a 7, come l’anno scorso contro Reggio? «Penso che ogni serie abbia la sua storia, c’entra l’aspetto psicofisico, si gioca ogni 48 ore e dipende dalla capacità che hai di resettare. L’anno scorso avevamo la capacità di cancellare in un secondo sia le cose positive che negative. Quest’anno la speranza che ho è che lo 0-1 in una serie a 5 pesi meno di uno 0-2 nella serie a 7».

Si deve parlare dei singoli, di chi ha giocato e di chi non lo ha fatto. Kadji? «Aveva problemi fisici – spiega Pasquini, – ho preferito teneralo fuori, non si è allenato negli ultimi tre giorni. Ho scelto i tre piccoli a lungo per avere fluidità in attacco. e un terzo giocatore che fosse pericoloso sul perimetro. I nostri lunghi? Dall’inizio hanno un rendimento che diventa di livello se il contesto perimetrale riesce a coinvolgerli, invece i reparti erano staccati ed è lì che Reggio ha fatto il brak. Ma i nostro problemi sono stati di approccio iniziale e di intensità difensiva – conclude Pasquini –. Per gara2 proveremo a curare i dettagli ma non stravolgeremo niente, dobbiamo pulirci il cervello e una volta che è pulito possiamo metterci dentro qualcos’altro, altrimenti rischiamo solo di fare danno»

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