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«Sono come voi sardi, ho la testa durissima»

di Roberto Muretto
«Sono come voi sardi, ho la testa durissima»

Il presidente del Cagliari si confessa: «Sapevo che saremo tornati subito in A Dedico la promozione a mia moglie e mia madre. Rastelli? È confermato»

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INVIATO A BARI. Ha trascorso la notte in bianco. Prima di andare a letto è rimasto diversi minuti sotto la doccia per togliersi l’odore dello spumante che gli è stato rovesciato addosso durante i festeggiamenti. Tommaso Giulini ha vissuto una serata speciale. La sognava da un anno, da quando aveva fatto una promessa a se stesso: quella di riportare subito il Cagliari in serie A. «Sono testardo - le prime parole del patron rossoblù -, una caratteristica che i sardi conoscono bene. Io in questo vi assomiglio ed ero assolutamente certo che avrei riportato questo club dove l’ho preso».

A chi dedica questa promozione?

«Alla famiglia. Mia moglie, che tra poco mi regalerà il quarto figlio, mia madre. Mi sono state vicino, mi hanno sopportato. Le ringrazio, il mio primo pensiero quando l’arbitro ha fischiato la fine è stato per loro».

Ha mai avuto paura di non centrare l’obiettivo?

«No. Perchè il nostro girone di andata è stato strepitoso. Abbiamo raccolto tanti punti che ci hanno consentito di tenere a distanza le rivali quando c’è stato un calo fisiologico della squadra. Voglio dire che non è stato un problema mentale ma fisico. Altrimenti una prestazione eccezionale, come quella fatta al San Nicola, non ci sarebbe stata».

Perchè lo sottolinea?

«Semplicemente per dare ancora più valore all’impresa compiuta da questi ragazzi. Sono stati eccezionali, dimostrando un attaccamento alla maglia e alla società che non è sempre riscontrabile. Sono orgoglioso di un gruppo di uomini prima che di giocatori. Quando li abbiamo scelti, sapevamo che oltre ad avere grandi qualità tecniche, avevano doti umane e morali che vanno messe al primo posto».

Vedere il Crotone davanti le dà un po’ fastidio?

«Intanto togliamoci il cappello di fronte a quello che hanno fatto, un campionato grandissimo. Per quanto riguarda il primo posto non è finita. Siamo a due punti, nelle partite che restano da giocare proveremo a fare il sorpasso. I ragazzi ci tengono tantissimo e non si rilasseranno».

L’accoglienza dei tifosi a Elmas è stata speciale.

«Meravigliosa. Siamo arrivati alle 3 di notte e c’erano forse più di mille persone che ci aspettavano per festeggiarci. Siamo tornati durante la notte perchè sono stati i ragazzi a volerlo. Il capitano mi ha chiesto di organizzare il charter dicendomi: noi vogliamo fare festa a casa nostra e non a Bari».

Ambizioso, concreto. Si riconosce in questa istantanea?

«Alla base dei successi c’è l’organizzazione. La nostra società, oltre ad essere solida, lavora sui progetti, ai quali cerca di dare gambe. L’ambizione ci vuole, l’importante è che non venga scambiata per presunzione. La concretezza è un altro valore imprescindibile. Sì, diciamo che in questi due aggettivi mi riconosco ma ne aggiungerei un terzo: sono testardo, lo ripeto, come i sardi».

Ha parlato di Massimo Rastelli. L’allenatore è sotto contratto ma molte volte i pezzi di carta valgono poco.

«Non nel nostro caso. Rastelli ha centrato l’obiettivo e merita di assaggiare la serie A. Tutti abbiamo apprezzato il suo lavoro sul campo e sulla testa dei giocatori. Abbiamo una rosa ampia, tanti titolari, lui è riuscito farli diventare amici e nessuno ha mai protestato quando è rimasto fuori. Anche questo è un merito che va riconosciuto al mister».

Ora si riposerà, oppure la sua testa è già proiettata alla prossima stagione?

«Intanto pensiamo a chiudere bene la stagione. Non faremo regali a nessuno nelle prossime due partite. Sabato al Sant’Elia lo stadio sarà pieno e noi dovremo regalare ai tifosi una grande prestazione. Tipo quella fatta col Bari».

A Ranieri piacerebbe giocare un’amichevole tra Cagliari e Leicester. È possibile?

«Intanto al mister faccio tanti complimenti. Ha fatto qualcosa che resterà nella storia. Lui ha detto che vorrebbe portare la squadra qualche giorno in Sardegna. Se lo farà, faremo di tutto per organizzare questa partita, anche a costo di richiamare Farias e Joao Pedro dal Brasile».

La festa vera sarà il Conti day. A che punto siete?

«Salutare Daniele con una partita tra il Cagliari e gli ex sarà una serata indimenticabile. Lo faremo il 23 maggio e ci saranno tante sorprese».

Noi abbiamo anticipato la presenza di Nainggolan. La conferma?

«Ci sarà anche lui, perchè non vuole perdersi questo evento. E’ un campione ed è rimasto legato al Cagliari. Per noi sarà un onore».

Ci descriva il suo stato d’animo in questo momento?

«In subbuglio, non è facile descrivere a parole cosa sto provando. Ci vorrà qualche giorno per recuperare tutte le energie nervose spese».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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