La Torres si riprende il suo posto sul podio
Battuto il Grosseto, domenica la semifinale in casa col Rieti
SASSARI. Una Torres da applausi ha chiuso il campionato al terzo posto conquistando i playoff e il diritto di giocare domenica prossima in casa. Avversario dei sassaresi sarà il Rieti che ieri non è andato oltre l’1-1 a San Cesareo. I ragazzi di Marco Sanna hanno battuto il Grosseto con un gran gol di Gigi Scotto (per l’occasione capitano) e hanno cancellato in un colpo solo la nuova penalità arrivata dal Tribunale Federale e la paura di vedere vanificato uno splendido girone di ritorno.
Applausi alla Torres dunque che nonostate mille difficoltà è riuscita a chiudere la sua stagione con un risultato importante che lascia aperta la porta e un eventuale ripescaggio in Lega Pro. Un sogno che i rossoblù hanno coltivato con tenacia e che ieri è diventato concreto al termine di 90 minuti divertenti e giocati con grande attenzione. Rispetto alla formazione annunciata alla vigilia Marco Sanna ha operato due cambi: Gagliardini al posto di Masala (che era in diffida e si è accomodato in panchina) e Solinas per Demartis, vittima di un attacco influenzale. Per il resto squadra confermatissima con Fadda tra i pali, Raucci e Cafiero esterni bassi con Cossentino a Biondi centrali di difesa. Gagliardini e Casini si sono sistemati in mediana con Lisai, Scotto e Solinas alle spalle di Musto. Anche il Grosseto ha lasciato a riposo diversi titolari ma è sceso in campo per giocare la sua partita con una squadra molto abbottonata e sempre pronta a ripartire con Napello prima punta e Vito Lavopa abilissimo sulla corsia di destra.
L’avvio è di marca toscana con Lavopa che si presenta tutto solo davanti a Fadda e incrocia il tiro. Il portiere è bravo a intuire e ad allontanare il pericolo con un piede. La Torres ci mette venti minuti per carburare e prendere il controllo del gioco. Il primo tentativo dalle parti di Gagno si concretizza con un tiro cross di Solinas sul quale Scotto non arriva in tempo per la deviazione. Tre minuti dopo il capitano fa tutto bene, si libera e scarica un destro che manda il pallone appena alto sulla traversa. E’ la prova generale del gol che arriva al 27’ al termine di una lunga azione nell’area del Grosseto. Scotto riprende un rinvio della difesa ospite e, dal limite, soprende il portiere con un tiro incrociato che termina in fondo alla rete. E’ un gol che dà tranquillità ai rossoblù che chiudono il tempo in attacco.
Al ritorno in campo dopo l’intervallo Orlandi modifica l’assetto della sua squadra giocando la carta Torri. La mossa non dà grandi frutti perchè Cossentino e, soprattutto, Biondi disputano una delle migliori partite della stagione e tutta la difesa è in palla. Così le azioni più pericolose cono ancora di marca rossoblù. Al 4 e al 6’ Scotto prova due conclusioni al volo (la seconda davvero bella) mentre al 14’ Musto pesca Lisai che entra in area, perde l’attimo per il tiro ma riesce a scaricare su Casini. La conclusione del centrocampista è violenta ma si spegne sul fondo.
Nel finale Marco Sanna decide di non rischiare e aggiunge muscoli a centrocampo facendo entrare El Kamch e Masala per Gagliardini e Solinas. Il Grosseto prova a spingere e per due volte protesta per un presunto fallo da rigore ai danni di Nappello. L’arbitro lascia correre ma, al 38’, fischia un calcio di punizione dal limite che Schettino calcia a sorpresa. Fadda sembra battuto ma riesce a smanacciare il pallone in angolo. E’ una parata che ha lo stesso valore di un gol e che permette alla Torres di riacciuffare il Rieti e garantirsi quel terzo posto che sembrava sfumato dopo l’ultima penalizzazione arrivata a metà settimana.
In proposito va detto che anche ieri il publico sassarese ha fatto capire chiaramente che cosa pensa di Domenico Capitani e del nuovo gruppo che ha rilevato la società dall’imprenditore di Cisterna. La Curva Nord ha contestato a lungo Daniele Piraino che ancora una volta è rimasto impassibile sul suo seggiolino per poi lasciare lo stadio in tutta fretta. La gioia per la vittoria e stata condivisa con la squadra e solo con la squadra. Un segnale chiarissimo.
Antonio Ledà
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