Il Cagliari e le frasi cult della stagione
La galoppata vincente nelle dichiarazioni dei protagonisti: società, mister e rossoblù ci hanno sempre creduto
CAGLIARI. Un campionato stellare, con una marcia che in Europa è stata inferiore solo al Bayern di Guardiola. All'andata, il Cagliari non ha fatto prigionieri. Al ritorno qualche pausa di troppo. Ma pur sempre un gruppo che ha saputo chiudere i giochi con alcune perle: la doppia vittoria a Modena e Vicenza, il set a zero con il Brescia, il capolavoro di Bari. Fin dal 12 luglio, i Rastelli boys hanno covato lo stesso obiettivo: risalire in A. Ci sono riusciti con due turni d'anticipo. E adesso, puntano al primo posto. Ricostruiamo la stagione attraverso alcune dichiarazioni rilasciate al nostro giornale dai protagonisti della galoppata vincente.
Gianni Munari. «Fosse per me giocherei anche in porta. Ho trovato l'ambiente e un gruppo ideale per cogliere la quinta promozione della mia carriera». Il 7 agosto 2015, appena tesserato dal Cagliari.
Diego Farias. «Ci sono state altre opportunità ma ho scelto di stare qui: ho sempre avuto il Cagliari nel cuore. Credo nel progetto della società». 17 agosto 2015, al rinnovo del contratto fino al 2019.
Marco Storari. «L'infortunio di Daniele è stato tremendo, ci ha messo ko. Vorrà dire che giocheremo fino alla fine alla morte anche per lui». Per la doppia frattura riportata da Dessena a Brescia, il 28 novembre 2015.
Daniele Dessena. «Non me l'aspettavo, mi sono commosso come un bambino. Sono orgoglioso di far parte di un gruppo e di un club con queste qualità». Il capitano del Cagliari il 3 dicembre scorso, raggiunto a sorpresa in ospedale a Parma dalla squadra, impegnata al Mapei Stadium per il quarto turno di Coppa Italia.
Nicola Murru. «Portiamo addosso i colori e le speranze di un'intera terra. La prima cosa che capiscono i compagni è il valore di questa maglia». 26 gennaio 2016, accordo tra Cagliari e Isola-regione Sardegna.
Tommaso Giulini. «Stiamo facendo un campionato straordinario. Spero di arrivare a quota 100 punti». Il 22 febbraio scorso, dopo il 2-1 in casa con il Pescara.
Federico Melchiorri. «Ho scelto di giocare qui perché il Cagliari è il Cagliari». 16 marzo 2016, al rinnovo fino al 2019.
Luca Ceppitelli. «Avevo un debito verso i tifosi che spero di ripagare entro la fine dell'anno. Devo ringraziare la società per la fiducia e voglio dare il massimo con questa maglia addosso». Il 22 marzo, dopo la vittoria in trasferta a Vicenza (2-0), ha rinnovato fino al 2020
Stefano Capozucca. «L'allenatore non ha bisogno di balie o accompagnatori. Rappresento il Cagliari in difficoltà di risultati e nel quale si rincorrono le voci. Non c'è nessun scollamento, la società è compatta e vicina all'allenatore per quello che è l'obiettivo principale: tornare nella categoria di appartenenza». Dopo la sconfitta di Ascoli (2-1), 9 aprile scorso.
Joao Pedro. «Sì, il pallone della mia prima tripletta da professionista l'ha recuperato Rafael dall'arbitro, gli devo l'aperitivo. Sono felice, per i gol e per la prestazione della squadra». 16 aprile scorso dopo il 6-0 al Brescia.
Marco Capuano. «Abbiamo vissuto la giornata perfetta. Sono contento per i tifosi. Dopo il 6-0 in casa con il Brescia, 16 aprile.
Fabio Pisacane. «Dobbiamo mostrare più carattere. Con il Brescia siamo andati a tremila, oggi no. Società e tifosi meritano di più». Dopo l'1-1 con il Lanciano. 23 aprile.
Alessandro Deiola. «Dobbiamo essere positivi. Siamo più vicini all'obiettivo». Nel post 2-2 con il Livorno al Sant'Elia, 30 aprile.
Massimo Rastelli. « Hanno preso me per portare il Cagliari in serie A. Altrimenti avrebbero preso un altro allenatore. Centrerò l'obiettivo». Dopo il 2-2 con il Livorno, 30 aprile 2016
Davide Di Gennaro. «Questa è la mia terza promozione, la più bella». Il 7 maggio, dopo il 3-0 di Bari.
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