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Un ultimo bagno di folla per il saluto ai Giganti

Un ultimo bagno di folla per il saluto ai Giganti

Ieri al PalaSerradimigni il rompete le righe con il consueto incontro con i tifosi Un migliaio di fedelissimi abbracciano squadra e staff dopo l’eliminazione

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SASSARI. Come consuetudine, l’ultima giornata di gare in casa Dinamo, anticipa il saluto ai tifosi che, anche nel 2016, ha il PalaSerradimigni come naturale cornice dell’evento. Ci sono un migliaio di tifosi ad affollare tribuna e distinti A. Il tam tam internettiano attivato dalla società ha funzionato e alle 19,30 di ieri l’adunanza biancoblù ha preso forma. Lo speaker Ico Ribichesu detta i tempi e presenta alla platea i protagonisti della stagione sassarese, dalla dirigenza allo staff medico, fisioterapico e tecnico, tutti i giocatori. Il primo a prendere la parola è il presidente Stefano Sardara: «Ringrazio i presenti, ma in generale tutti i tifosi. E ringrazio anche le tante persone che non hanno sfilato sul parquet ma che lavorano allo Store, negli uffici e in Club House per far si che tutto funzioni e possa essere possibile».

Piccolo rewind, dai ringraziamenti finali ad una analisi, a mente fredda, di ciò che è stato il 2015-2016: «Metterei la firma per avere anni “disastrosi” con tanto di qualificazione alla Final Eight e playoff – spiega –. Disastro Europa? In Eurolega in qualche caso non abbiamo visto la palla. Dovremo imparare a crescere per gradi. La cacciata di Meo Sacchetti? Si ma l’ho tenuto qui per tanti anni. Era finito un ciclo, bisogna avere la razionalità di non farsi trasportare dai sentimenti – chiude Sardara –. Avrei dovuto tirare una riga a giugno scorso, ma queste sono lezioni che si imparano». La palla passa nell’ordine al vice presidente Gianmario Dettori e all’amministratore delegato e presidente Fondazione Dinamo Carlo Sardara. Ognuno racconta la sua Dinamo. Si arriva sino allo staff tecnico, Massimo Maffezzoli e Paolo Citrini precedono sul campo Federico Pasquini, prima giemme, poi coach ed ora pronto a tornare nuovamente dietro la scrivania da general manager: «Oggi ho incontrato tutti gli stranieri, come da prassi. Quel che mi ha fatto piacere è che tutti mi hanno detto di aver vissuto una esperienza estremamente positiva. Io e loro face to face e nessuna ruffianeria – dice –. In altri anni, con risultati migliori rispetto a quelli dia quest’anno, non sempre è capitato. È un merito che dobbiamo prenderci tutti. Grandissimo il nostro pubblico: io ho in testa il match contro Capo d’Orlando, lì tutti assieme abbiamo fatto e vissuto qualcosa di bello, importante». Il pubblico balla, canta e batte le mani, sfondo perfetto all’ultima foto dell’anno. Il roster è schierato fronte settore B. I tifosi lentamente lo circondano, lo avvolgono, a caccia di un selfie, di uno scatto, di un autografo o un ricordo di un’annata, e di una squadra, comunque, nella storia. (g.d.)

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