«Siamo i più forti e vogliamo salutare i tifosi con una vittoria»
CAGLIARI. A caccia dei record: di vittorie, gol segnati e punti. Ma soprattutto, bersaglio primo posto. Massimo Rastelli non si accontenta. Il Sant'Elia al completo da giorni deve fare il resto....
CAGLIARI. A caccia dei record: di vittorie, gol segnati e punti. Ma soprattutto, bersaglio primo posto. Massimo Rastelli non si accontenta. Il Sant'Elia al completo da giorni deve fare il resto. «Sarà una grande festa, con una bella cornice di pubblico. Ma appena l'arbitro fischia dobbiamo estraniarci. Serve una grande prestazione perché vogliamo vincere e dare continuità al 3-0 di venerdì a Bari. L'obiettivo? Il primo posto».
L'allenatore del Cagliari non si nasconde. Anzi: «Da lunedì pensiamo alla Salernitana. I tifosi meritano la vittoria. Ma sarà una gara “tostissima”, loro hanno bisogno di punti, noi dovremo giocare con il massimo delle motivazioni». Inevitabile un flash back: all'Arechi, vittoria rossoblù per 2-0, non finì bene. «Quello che succede in campo finisce in campo. Dobbiamo giocare senza pensare all'andata. Ripeto, alla Salernitana servono punti, ma anche noi vogliamo la vittoria. Il Lanciano penalizzato? Rimane un'anomalia: a fine campionato con verdetti che riscrivono la classifica».
Si entra nel merito. Rastelli onora la promessa: «Sì, c'è Dessena. Si sono allenati tutti bene tranne Farias e Giannetti, con qualche strascico da Bari. Balzano ha avuto una lieve distorsione alla caviglia, ma ha recuperato». Ad insistere il tecnico di Pompei cede: «Di Gennaro e Joao Pedro giocano dal via. Sau? Marco è fortissimo, sprecato per la categoria. L'aspetto mentale fa la differenza, è un ragazzo sensibile che ha pagato caro gli infortuni e una condizione che non è mai arrivata al top».
Si torna sulla fiesta per la promozione. «Dopo aver raggiunto l'obiettivo, i ragazzi hanno avuto due giorni di riposo. Il mio stato d'animo? Quello di una persona che ha raggiunto l'obiettivo prefissato per la sesta volta in sei anni. Sono molto soddisfatto». Rastelli accelera: «Le critiche fanno parte di questo sport e del nostro mestiere. Mi piacerebbe fosse capito che il Cagliari è la squadra più forte, ma la B non è mai scontata. Basti dire che negli ultimi 11 anni, su 33 squadre, solo 12 sono risalite subito. Tornare in A non è facile anche perché i giocatori devono calarsi nella categoria».
Si entra nel merito. «Il campionato l'abbiamo vinto a febbraio perché ho costruito una mentalità da serie B. Abbiamo fatto anche un bel gioco, palla a terra con idee, per gran parte del campionato. Poi ci sono state partite brutte, ma mi pare normale». Si chiude con la sfida ai campani. «Mi auguro che i ragazzi mettano tutto l'impegno possibile, dobbiamo onorare il campionato: per noi stessi e per la tifoseria».
Mario Frongia
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google