Cagliari Calcio, squadra al Poetto tra calici al cielo e cori a squarciagola fino all’alba
Dirigenti, tecnici e giocatori, con le rispettive famiglie, hanno consumato al Poetto la cena di gala
CAGLIARI. Festa fino all'alba, tra coretti e brindisi. Munari con la bandana, Pisacane con gli amici di Avellino, il presidente Giulini con l'amico e patron dell'Olbia, Alessandro Marino, il marketing con Mario Passetti, tecnici, sanitari e amministrativi. Il team Cagliari balla e sorride. Al Beer&Beach, nottata lunga. Drink e tartine, musica a palla, abbracci collettivi. La serie A riconquistata è roba seria. Il party del Poetto, nel locale di Daniele Dessena, ha avuto due assenti: Melchiorri e Ceppitelli. I due, reduci dall'intervento ai legamenti del ginocchio e al menisco, proseguono la riabilitazione.
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Per il resto, una famiglia che brinda. E sa che fare 80 punti e 24 vittorie non è roba di tutti i giorni. Il record dei Rastelli boys mette a posto anche un pezzo di tifoseria. Quelli col ditino all'insù, mai contenti, e ipercritici. Per i trionfi di Bari - in corsa per il terzo posto nei playoff - e con la Salernitana - alla caccia di punti per non sprofondare in Lega Pro - servono poche spiegazioni: dietro c'è un progetto e un sistema, di gioco e di lavoro. Ma anche uomini, assemblati e motivati, coordinati e messi nelle condizioni di dare il massimo. Che poi possano esserci stati cedimenti, mentali e agonistici, è fisiologico. Così come hanno avuto un ruolo infortuni e chiamate in nazionale. Con il tecnico che ha saputo concentrarsi e tenere unito il gruppo, al di là dei mugugni.
Lo stadio Sant'Elia al completo - e migliaia di richieste di biglietti respinte - ha acclamato l'allenatore di Pompei. Ma anche dal tripudio al seguito del bus scoperto e in piazza Yenne, con il Largo Carlo Felice mai così gremito e compatto nel cantare "Serie A, serie A, ce ne andiamo in serie A", si è avuta conferma del valore dell'impresa compiuta e dell'appeal del brand rossoblù.
Insomma, festa vera. Anche in campo: il fair play della tifoseria è stato perfetto. Dalla curva Nord un segnale preciso: saper tifare, con passione e coretti, striscioni e sfottò, con comportamenti civili è un netto salto di qualità. Bravi. Da applauso anche i tifosi della Sud, guidati dal Centro di coordinamento dei Cagliari club. Ma adesso, testa alla Pro Vercelli: il gruppo vuole vincere per la prima volta il campionato di serie B.
Mario Frongia
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