«Che emozione ricordare quegli anni a Sassari»
Mossali, Bini e Banks, tre delle “Dinamo Legends” ripercorrono le stagioni trascorse nell’isola
SASSARI. «La prima salvezza in serie A è stata qualcosa di fantastico, ma quando penso alla partita promozione contro Siena mi emoziono ancora». Massimo Bini, 58 anni compiuti da pochi giorni, ha archiviato da un pezzo la leggendaria maglia della salute che indossava sotto la canottiera da gioco. Secco e lungo come in quelle tre favolose stagioni a cavallo degli anni Ottanta, il lungo romano ha sempre la mano calda. Sabato sera Bini è stato tra i protagonisti della sfida tra Dinamo Legends e vecchie glorie dell’Alba Berlino, davanti a quasi tremila spettatori. «In effetti ero un giocatore atipico – sorride Bini, a Sassari dall’89 al ’92 –, a quel tempo non c’erano molti giocatori alti 2,09 capaci di tirare da fuori. Ero un valore aggiunto? Insomma, non tutti mi capivano... Di certo quelli sono stati anni indimenticabili. Con la finale per la promozione in A2 contro Siena in cima ai pensieri e alle emozioni. Con quel gruppo abbiamo messo le basi per quello che la Dinamo è oggi, e questo mi rende molto orgoglioso».
«Sono orgoglioso di quelle imprese e sono un tifoso sfegatato della Dinamo – dice Vinicio Mossali, capitano dei sassaresi nella stessa epoca –. Anche per me l’emozione più grande è stata la vittoria in gara3 contro Siena. Al tempo non c’erano i settori laterali, poi una venne aggiunta in tutta fretta dopo la promozione in A2. Arrivarono i primi americani, Allen e Sheehey, che era considerato il mio sosia. Un giorno arrivò a Sassari sua madre e dopo un allemento mi venne incontro prendendomi per suo figlio... Rivedendo tanti volti conosciuti qui sul parquet per un attimo ho pensato di non essermene mai andato. Sono davvero felice di essere stato invitato».
L’avvocato Dino Milia osserva dal parterre e annuisce, riservando un benvenuto speciale a George Banks, uno dei suoi pupilli. L’ala classe 1972 si è presentato a Sassari in gran forma. «Sono stati tre anni splendidi – ricorda Banks, a Sassari in due riprese tra il 1996 e il 2000 – anche se in certi periodi le difficoltà non sono mancate. I miei litigi con Michelini? Davvero sono passati alla storia? In realtà erano normali discussioni tra un coach e un giocatore. Io al tempo ero giovane, ma i miei rapporti con lui sono sempre stati schietti e sinceri. Ci siamo rivisti un paio di volte e ancora ci sentiamo spesso. Ho un’enorme stima nei suoi confronti, lui per me è stato molto importante». E poi il flashback la leggendaria partita contro Rimini. «Loro erano primi, grande squadra – racconta Banks –. Noi eravamo carichi e io avevo deciso che avremmo vinto. Quando mi arrivava la palla mi giravo e schiacciavo. L’ho fatto molte volte, quella sera...». Ben 9, alla fine, che rappresentano tuttora il record assoluto di schiacciate in serie A. E sabato sera, nonostante l’età e gli acciacchi, “Crazy George” ha regalato un’ultima schiacciata al pubblico di Sassari. Applauditissima.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

