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Verstappen, il predestinato della pista

L’olandese, più giovane vincitore di un Gp, ha il futuro garantito

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ROMA. Il 'benvenuto’ nel Circus della velocità glielo aveva dato Jaques Villeneuve: «L'ingaggio di Verstappen è quanto di peggio possa accadere per la F1».

Era l'agosto 2014 e il 16enne Max l'anno dopo si sarebbe accomodato nell'abitacolo della Toro Rosso. «Avrà due effetti negativi - aveva rincarato il canadese -: o lui verrà 'bruciato’ subito, o, se avrà successo, la F1 perderà tutta la propria credibilità». Pronunciate da un campione del mondo, sono parole che avrebbero scoraggiato piloti ben più maturi dell'olandesino volante. Lui, invece, a nemmeno due anni di distanza dall'anatema di Villeneuve figlio, non solo ha dimostrato che per 'bruciarlo’ ci vorrà ben altro, ma si è tolto lo sfizio di diventare - a 18 anni, sette mesi e 15 giorni - il più giovane vincitore nella storia della Formula 1.

Villeneuve jr. ce l'aveva con quelle scuderie - in questo caso la Red Bull, chioccia del baby talentuoso - che «per avere un grande ritorno d'immagine» mettono in mano ad adolescenti bolidi da 350 km l'ora, invece di dargli modo di «costruirsi nel tempo». Ma il mondo della F1 non aveva fatto i conti con il talento di Max. Al quale la sorte ha restituito - con gli interessi - quanto aveva negato al papà Jos Verstappen (in 106 gp due podi e 17 punti, contro gli 87 del figlio in 25 gare). «È un gelido. Oggi come quando partecipava alle prime corse da bambino» si è inorgoglito il genitore, commentando il successo in Spagna.

Che fosse un predestinato, del resto, già prima di domenica lo pensavano in molti tra i frequentatori del paddock. Max Emilian - nato il 30 settembre 1997 ad Hasselt, in Belgio, paese d'origine della mamma Sophie Kumpen, a sua volta pilota di kart - assaggia la pista in fasce, nel 2003. Le gare vere arrivano nel 2005. Nel 2015 sale sulla Toro Rosso. Il 15 marzo debutta come guida titolare nel Gran Premio d'Australia. Deve ritirarsi per un problema al motore, ma all'età di 17 anni e 166 giorni diventa il pilota più giovane al via di una gara di Formula 1.

Il raptus di Kvyat a Sochi gli ha consegnato il volante della Red Bull e Verstappen ha colto al volo la chance, con la personalità del campione consumato. Anche il 'suicidio’ delle Mercedes al Montmelò, in fondo, è un segno del destino.

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