Sospetti sul Frosinone: la Figc apre un’inchiesta
Giro di scommesse anomale sull’espulsione di Mirko Gori nel match col Napoli Anche il ministero dell’Interno vuole vederci chiaro, è solo un caso isolato?
ROMA. Giocate da diverse centinaia di euro effettuate a distanza ravvicinata in diverse agenzie, ma tutte calibrate per evitare che le vincite superassero i mille euro, la soglia oltre la quale è obbligatorio identificarsi per riscuotere al banco: è questo uno degli indizi che ha fatto scattare l’allarme tra i bookmaker italiani per le puntate su un cartellino rosso durante Napoli-Frosinone di sabato scorso. Un trucco che farebbe pensare a un sistema organizzato intorno all’espulsione del calciatore Mirko Gori, con i Monopoli di Stato che hanno avviato la segnalazione all’Unità Informativa Scommesse Sportive (Uiss) del Ministero dell’Interno, con la Procura Federale della Figc che ha già aperto un fascicolo sul caso.
In particolare a far scattare l’allarme nelle agenzie sarebbero state una serie di scommesse «spezzettate», per aggirare i controlli di identificazione sulle vincite, ma tutte concentrate a pochi minuti una dall’altra e con un volume di gioco complessivo da 15 mila euro (con vincite da oltre 50 mila euro), su una giocata - l’espulsione di un giocatore - di solito utilizzata da scommettitori occasionali.
Scommesse da qualche centinaio di euro l’una a una quota di circa 3 volte la posta per non superare la soglia di mille euro in vincita, che richiede anche per la riscossione di identificare il giocatore in agenzia. Una segnalazione partita dagli operatori, che hanno però in alcuni casi bloccato la «refertazione» delle giocate.
L’inchiesta aperta ieri è l’ennesima che scuote il mondo del calcio. E’ appena dell’altro ieri l’assoluzione del ct della nazionale Antonio Conte per una presunta combine tra l’Albinoleffe e il Siena, e sono ancora aperte le ferite per una mega inchiesta della procura di Catanzaro che ha di fatto riscritto la geografia dei campionato di serie B e di Lega Pro. Tra le “vittime” anche la Torres, retrocessa d’ufficio tra i dilettanti per il coinvolgimento dell’ex presidente Domenico Capitani in un giro di scommesse su una partita di Coppa Italia della scorsa stagione. Evidentemente i soldi facili valgono più del rischio di una squalifica.
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