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Al via l’operazione Europa Conte: «Sarà dura, però...»

Al via l’operazione Europa Conte: «Sarà dura, però...»

Prima giornata di lavoro per gli azzurri al centro tecnico di Coverciano Il ct torna sul caso scommesse: «L’assoluzione non cancella quattro anni terribili»

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FIRENZE. Con lo stage di tre giorni e mezzo comincia per Antonio Conte e la sua Italia l’avvicinamento all'Europeo di giugno in Francia. Il commissario tecnico, assolto dalle accuse di frode sportiva dal processo sul calcioscommesse, è ancora scosso dalla vicenda e non ha fatto nulla per nasconderlo. «L'assoluzione è una buona notizia ma di questa vicenda porterò sempre i segni – ha detto – Quindi ho difficoltà a parlare di lieto fine. Niente potrà cancellare per me e la mia famiglia i 4 anni passati, una perquisizione alle 5 di mattina con le tv sotto casa, i titoloni sulle prime pagine dei giornali, i tanti giustizialisti. Ecco qual è la grande amarezza. Anche perché questa vicenda avrà sempre la mia faccia. Se mi sarei dimesso con un verdetto diverso? Coi se e i ma non si va da nessuna parte, e comunque la ferita rimane aperta».

Al contrario dell'ennesimo caso innescato con la sua ex società con la convocazione di Leonardo Bonucci per lo stage in quanto squalificato per la finale di Coppa Italia contro il Milan e il permesso negato dalla Juve: «Mi sono comportato da ct convocando un giocatore disponibile, che volevo qui. La Juve però aveva il diritto di non mandarlo e non lo ha mandato. Ne abbiamo preso atto, nessuno ha sbagliato e amici come prima. I miei rapporti con il club bianconero? Sono ottimi col presidente Agnelli, con Marotta e con Paratici». Ora amareggiato, ora diplomatico, ora realista. Come quando ha raccontato di questi due anni «faticosi e in salita. Ma adesso siamo all'epilogo con merito e vogliamo cercare di fare meglio possibile». Certo, il lavoro non mancherà a Conte per provare a formare una nazionale capace di essere protagonista al prossimo Europeo, a iniziare dalle scelte: «Che sono serene, obiettive, frutto del campionato. Terrò conto poi delle condizioni fisiche e mentali per la formazione del gruppo dei 23 perché in Francia servirà una squadra, non una selezione, che abbia corsa e intensità e possa provare a fare qualcosa di bello».

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