Il doppio schiaffo del “Gorilla”
Greipel batte ancora una volta tutti allo sprint poi abbandona la corsa. Oggi le prime montagne vere
INVIATO A BIBIONE. Meglio iniziare il racconto della dodicesima tappa del Giro d’Italia con due personaggi che oggi sulle prime montagne vere del Giro d’Italia si daranno battaglia. Vincenzo Nibali, il più atteso, è molto chiaro: «In Friuli ci sono salite difficili, e anche le discese lo sono. Ci sarà battaglia e io sono pronto alla lotta. Sto bene». Parola di Squalo dette a un passo dal mare di Bibione. Bob Jungels, la maglia rosa: «Non conosco la tappa in Friuli». Ci ha pensato il massaggiatore, Yankee Germano, che è di Udine a mostrargli i video girati su quelle salite prima del Giro. Meglio prima parlare dei protagonisti di domani, quindi, venuti alla corsa rosa per onorarla, e lasciare lo sprint di ieri per ultimo. È stata una bella volata, dopo una fuga a lunga gittata e sotto la pioggia di Maestri (Bardiani) e Oss (Bmc). Poi, mentre il suo massaggiatore gli aveva già preparato le valigie, André Greipel, detto il Gorilla, ha regolato tutti allo sprint. Sì perché il team Lotto Soudal ieri mattina aveva cinguettato su Twitter. «Greipel dopo la tappa di Bibione lascerà il Giro per preparare altri obiettivi». Detto fatto. Il tedescone batte in volata Ewan (Orica), Nizzolo (Trek) e Modolo (Lampre), dopo che per il pericolo pioggia gli organizzatori con grande acume avevano neutralizzato la corsa per la classifica generale alla campanella dell’ultimo passaggio, stappa lo spumante sul podio e va all’aeroporto di Venezia. Bastano tre vittorie al Giro, meglio andarsene prima delle montagne e preparare Tour de France e Mondiale in Qatar a settembre.
Uno schiaffo a una corsa blasonata come il Giro d’Italia. E gli schiaffi cominciano ad essere troppi per non preoccuparsi. Alcuni giorni fa c’era stato quello dell’altro “uomo jet” teutonico Kittel. Poi quello dell’ex maglia rosa Dumoulin, venuto al Giro per porre le basi all’assalto olimpico di Rio nella corsa contro il tempo.
Saranno felici gli sprinter italici ancora una volta battuti. In Lombardia a Cassano d’Adda e nell’ultima di Torino forse potranno contendersi finalmente una vittoria. Naturalmente se non saranno battuti dal francese Demare (ora maglia rossa al posto del Gorilla) o dall’australiano Ewan, in forte ascesa. Il Gorilla? «Ho vinto tanto al Giro, non cambio idea, mi spiace andarmene dalla corsa, ma ho tanti obiettivi davanti. Mi spiace per i tifosi italiani, ma ci sono Tour e poi altre corse». Sì, il Mondiale piatto piatto che lui vorrebbe correre da capitano della Germania fregando “la fascia” a “ti spiezzo in due” Kittel (impresa non facile). Tristezza.
Comanda il Tour, punto e basta. Comandano i soldi della Grande Boucle. Gli organizzatori di Rcs riflettano: il Giro si sta impoverendo sempre più. Lo si vede con la carovana pubblicitaria e i villaggi di partenza e arrivo sempre più light. I campioni che snobbano la corsa rosa (Froome, Quintana e, quest’anno, Contador) era già difficile da accettare. Ora se ne vanno anche gli sprinter. Altra beffa: ieri il dipartimento francese in cui la prossima settimana arriverà la corsa ha bandito la mascotte del Giro Lupio Wolfie, perchè il lupo è l’animale che ha distrutto greggi di pecore in quella zona. Mamma mia. E adesso? Signori iniziano le montagne, tre tappe una in fila all’altra che se non decideranno il Giro lo indirizzeranno. E di molto. Si parte dai quattro inediti colli friulani nella Palmanova-Cividale, poi il tappone dolomitico e la crono dell’Alpe di Siusi domenica.
@simeoli1972
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