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dietro la maschera

«A questi colori non rinuncerei mai»

«A questi colori non rinuncerei mai»

Così uno studente universitario fuori sede rappresenta la Dinamo

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SASSARI. Sotto il faccione e il costume della mascotte Sirbo c’è l’anima dell’intero popolo Dinamo, rappresentata da un giovane, giocatore di basket in una squadra amatoriale e impegnato nel sociale, studente universitario in trasferta.

Il suo battesimo è stato casuale, una telefonata dai dirigenti della Dinamo che hanno avuto il suo nome tramite amici comuni. Hanno pensato a lui perché da studente di medicina si era distinto nell’attività di Happy Clown in corsia, non un vero attore ma la predisposizione a interagire con un pubblico sì. E lui ha accettato di buon grado. «Non l’avevo mai fatto – racconta una volta libero dal testone – ma in vita mia non ho mai rinunciato a una sfida. La prima volta è stata tragica e avevo detto «mai più», era un no invece gli sono piaciuto e a me sono piaciuti i sorrisi della gente, adesso che questa sfida la conosco sempre meglio ci rinuncerei ancora di meno».

Sirbo ha dovuto battere la concorrenza di due concorrenti, Ciogghitta (una lumachina) e Pramino (un Gigante stilizzato), secondo un concorso avviato dalla Dinamo. «Non lo sapevo, conoscevo il mio predecessore Grifo ma sono contento che abbia vinto Sirbo, anche se Ciogghitta sarebbe potuta essere simpatica».

Il suo nome e cognome? Non sarebbe un segreto, volendo lo si potrebbe fare ma ragionandoci preferisce che a prevalere siano il simbolo e l’immagine di Sirbo, il personaggio e non l’attore un po’ come accade per il Gabibbo, ed è anche in questo modo che Sirbo rappresenta tutta la Dinamo, e tutto il suo mondo. (mac)

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