Derby di galoppo, trionfa Dario Vargiu
Tre fantini sardi nel marcatore delle Capannelle. Super anche Demuro e Atzeni
ROMA. Nel Derby Italiano, a trionfare è un’accoppiata tutta sarda. In un ippodromo delle Capannelle gremito da oltre 10mila spettatori, la 133esima edizione ha offerto grandi emozioni e indimenticabile spettacolo. La corsa faro dell’ippica italiana, seppure retrocessa nel Gruppo 2, ha richiamato alcuni cavalli stranieri in cerca di legittimazione e così fantini e scuderie italiane hanno dovuto respingere gli “invaders” fino relegarli tutti fuori dal marcatore.
Il vincitore. Dopo il Derby di Groom Tesse per i colori sardi della L3C nel 2004, Dario Vargiu è tornato a vincere il Nastro Azzurro a coronamento di una straordinaria carriera. Il suo cavallo Saent (Strategic Prince ed Eroica) della scuderia Incolinx, solo terzo nel Parioli, qui ha sorpreso tutti soprattutto per l’inatteso adattamento alla distanza (dai 1600 metri ai 2200) ma soprattutto per la progressione finale. È un’attitudine che il duo di allenatori B. Grizzetti-L. Riccardi ha evidentemente saputo individuare e mettere a frutto per l’occasione.
I pronostici. Erano tutti per Isfahan, della scuderia tedesca Darius Racing, montato da Pedroza e allenato dall’esperto Woehler e, in alternativa, per l’altro straniero True Solitaire, Moyglare Stud, che veniva dall’Irlanda.
La gara. Il sardo Andrea Atzeni era stato chiamato a pilotare Biz Hearth per We Bloodstock, allenato da A&S Botti e, circa a metà percorso, ha preso la testa del plotone portandosi in vantaggio di qualche lunghezza. All’ingresso in dirittura ha cercato la fuga, ma è stato risucchiato. Al centro si è accesa la lotta a centro pista, con Saent che si è messo in luce insistendo nella progressione per piegare il tentativo di Dee Dee D’Or di Michela Crecco, montato egregiamente da Christian Demuro, finito poi ad una mezza lunghezza. Al terzo posto Full Drago, Sc. Dioscuri, montato da Umberto Rispoli per il training di A&S. Botti. Solo quarto Andrea Atzeni su Biz Hearth, completando però il marcatore con tre fantini sardi su quattro. In un campo che registrava ben sei partenti allenati a Cenaia dai Botti, battuti gli stranieri, alla fine ha prevalso l’unico cavallo fuori dagli schemi e dai pronostici.
La gioia. Vargiu ha detto: «In pista Saent è stato perfetto, seguendo a ridosso primi e piazzando il rush finale che ha richiesto un mio impegno di braccia e di frusta». La vittoria italiana assume valore, perché accredita la selettività del Derby azzurro, con qualche speranza di ritorno nel Gruppo 1. Diego Satta
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