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Giuseppe Meloni, un nuovo trionfo per l’atleta nuorese

Giuseppe Meloni, un nuovo trionfo per l’atleta nuorese

Con la maglia del Fondi ha conquistato la Coppa Italia E ieri sera a Taranto ha messo il sigillo per la finale playoff

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OLBIA. Quest’anno non è riuscito con la maglia del Fondi a fare poker consecutivo di campionati di serie D vinti (dopo quelli negli ultimi tre anni con le maglie di Torres, Savoia e Akragas), ma Giuseppe Meloni, trentenne di Nuoro, con la sua squadra domenica scorsa è riuscito a conquistare la Coppa Italia battendo ai rigori la formazione lombarda dell’Oltrepòvoghera, mentre ieri sera a Taranto ha conquistato la finale dei playoff con la sua squadra che realizzato il gol partita in pieno recupero del secondo tempo supplementare. Gol che ha sancito l’eliminazione del club pugliese e i propri sostenitori non l’hanno presa tanto bene al punto che il pullman che trasportava la squadra ha avuto qualche difficoltà per uscire dal grosso centro pugliese. Difficoltà che si è evidenziata anche nell’intervista visto che Giuseppe Meloni ha voluto rilasciare dichiarazioni soltanto quando Taranto era soltanto un ricordo.

Tanti anni da protagonista, ma le era mai capitato di vincere in pieno recupero del secondo tempo supplementare e per giunta sul campo di un Taranto sorretto da circa 4000 persone?

«No non era ancora successo – dice Giuseppe Meloni – mi era capitato di segnare al 93’ con la Feralpi Salò il gol che fece salire la squadra in C1, ma allora erano i tempi regolamentari e giocavamo in casa. È una grandissima soddisfazione per tutti, soprattutto per il mio collega di reparto Tiscione autore del gol qualificazione. Siamo tre anni che giochiamo insieme con tre maglie diverse, dove va uno lo segue anche l’altro».

Adesso c’è la finale playoff a Francavilla, un'altra trasferta lunga vi attende?

«Non si sa se giocheremo sul suo campo, visto che oggi ci sono stati incidenti anche nell’altra semifinale playoff e rischiano di vedersi squalificare il campo dal giudice sportivo. In Coppa Italia ci siamo qualificati per i quarti proprio vincendo su quel campo, perciò non c’entra niente la lunga trasferta. Noi siamo galvanizzati dall’approdo rocambolesco in finale e dalla conquista della Coppa Italia».

Dopo aver vinto quattro campionati (tre di serie D e uno di C2) ti mancava soltanto la conquista della Coppa Italia?

«Si ed è stata una gioia immensa, essere tra i giocatori che hanno calciato i rigori che hanno sancito la vittoria della Coppa Italia. È la classica ciliegina sulla torta di una stagione indimenticabile, peccato per un infortunio e una squalifica che mi hanno impedito di giocare per un buon mesetto all’inizio del girone di ritorno. Ma nonostante questo ho segnato ventisette reti in campionato, tre in più di quando vestivo la maglia dell’Arzachena».

Parlando delle squadre sarde, la finale playoff del girone G è Torres-Olbia?

«Sono contento per la Torres, lì ho vissuto un anno indimenticabile e Sassari è nel mio cuore, visto che la mia ragazza è sassarese. L’Olbia ha compiuto una grande impresa andando a espugnare il campo del Grosseto. C’è grossa soddisfazione perché almeno ci sarà una finale tutta sarda, tra l’altro si affronteranno due nobili decadute. Mi dispiace per Budoni e Castiadas a cui auguro una pronta risalita e sono contento anche per il San Teodoro, dove tra l’altro ho anche giocato per la qualificazione al secondo turno dei playoff nazionali di Eccellenza. Meriterebbe il salto di categoria così le squadre in serie D, in attesa di ripescaggi, sarebbero otto come quest’anno».

Paolo Muggianu

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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