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Palazzetto allargato, è già palla a due

di Andrea Sini
Palazzetto allargato, è già palla a due

Il Comune accende un mutuo per ampliare il Palaserradimigni, l’obiettivo è portare la capienza da 5 a 7mila posti

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SASSARI. Un restyling di gran parte degli impianti sportivi cittadini, con un progetto decisamente ambizioso: allargare il Palaserradimigni, portandone la capienza ad oltre 7mila posti. Il comune di Sassari prova a dare un’accelerata a una serie di progetti di cui si parla da anni e si fionda sull’obiettivo finanziamento quasi a sorpresa.

Nei giorni scorsi, in occasione della visita di cortesia di fine stagione dei biancoblù a Palazzo Ducale, tra scambi di doni e auguri, il sindaco Nicola Sanna ha alzato a modo suo la palla a due sulla questione palazzetto: «Abbiamo firmato con il Banco di Sardegna il contratto per il mutuo per gli impianti sportivi e adesso presenteremo i progetti per poi iniziare i lavori e rimettere in sesto le strutture, compreso il palazzetto».

Ora il comune ha in cassa un finanziamento di 1,7 milioni di euro ottenuto attraverso i fondi “Jessica”, che andranno spesi entro la fine del 2017. Sanna ha sottolineato che gli interventi rguarderanno anche le aree sportive polivalenti di altri quartieri (in particolare Carbonazzi, Latte Dolce, Monte Rosello), ma l’intervento sulla struttura di piazzale Segni è quello di maggiore impatto. L’ampliamento del PalaSerradimigni, sulla base di una proposta progettuale fatta tempo fa direttamente dalla Dinamo, è ritenuta ormai irrinunciabile dopo anni di tutto esaurito. Al momento il palazzetto può ospitare poco meno di 5mila spettatori e la società biancoblù viaggia da anni oltre i 4 mila abbonati. Nell’ultima stagione le tessere stagionali staccate sono state circa 4300, ma solo perché il club tiene sempre un piccolo margine di biglietti da mettere in vendita settimanalmente, compresi i tagliendi per i tifosi ospiti. «Siamo felici di apprendere questa notizia – si è limitato a dire Stefano Sardara –, noi abbiamo da tempo un’idea ben precisa delle modifiche di cui l’impianto ha bisogno. Ora immaginiamo che verranno pubblicati dei bandi per la gestione».

Il nodo cruciale sarà proprio quello della gestione: l’amministrazione comunale si è resa conto da tempo che gli impianti sportivi (ma non solo) gravano pesantemente sulle casse di Palazzo Ducale ed è alla continua ricerca di soluzioni che da un lato garantiscano il buon funzionamento di quelle che sono – di fatto – strutture di proprietà dei cittadini, e dall’altro abbiano una sostenibilità economica.

Il progetto di ampliamento del PalaSerradimigni non riguarderebbe, come si è fantasticato per anni, l’eliminazione dei piloni di sostegno che si trovano nei quattro angoli del parquet: si procederebbe invece ad aggiungere alcune file nella parte alta dei settori A e B (quelli sul lato lungo del campo), con alcune modifiche al soffitto.

La copertura del palazzetto, tirato su nel 1980 nel giro di pochissimi mesi, è uno dei tasti dolenti di un impianto fatto di acciaio e cemento armato, sul quale negli anni sono stati effettuati tanti interventi, spesso risolutivi. Ma dopo oltre 35 anni di onorato servizio, a ogni accenno di pioggia, nei corridoi compaiono secchi e stracci: un segnale preciso dei problemi che il soffitto, dal quale pendono i vessilli dei quattro trofei nazionali conquistati dalla Dinamo, mostra ormai da tempo.

Abbandonata l’idea di costruire un nuovo palazzetto tutto privato (la trafila legata alle autorizzazioni rende di fatto complicatissima l’ipotesi), ora si punta a un intervento risolutivo sullo storico impianto di piazzale Segni, gestito da diversi anni dalla Polisportiva Athlon. Il progetto c’è, il finanziamento pure, ora si tratta di chiudere la partita. La palla a due è stata alzata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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