Addii e polemiche: l’estate della Torres è subito rovente
Gigi Scotto, Cossentino e Raucci parlano già da ex. L’attaccante è duro: «Il vero avversario non è stata l’Olbia»
SASSARI. Neanche il tempo di tirare il fiato dopo la sconfitta nella finale dei playoff contro l’Olbia e in casa Torres cominciano a volare gli stracci. La notizia non è clamorosa perchè da tempo, dietro le dichiarazioni ufficiali si coglieva un malcontento crescente per le ultime vicende societarie culminate con il passaggio di mano da Domenico Capitani a Daniele Piraino. I rossoblù sono stati bravi a evitare le polemiche ma adesso, a campionato finito e di fronte alle incertezze su quello che sarà cominciano a rompere il silenzio. I primi a farlo, sui loro profili Facebook sono stati Gigi Scotto, Alberto Cossentino e Ferdinando Raucci. Il capitano è stato il esplicito. «Ogni commento a caldo sarebbe stato affrettato – scrive –. Sono venuto a Sassari il 1 febbraio dell’anno scorso. Ero felice come quando un ragazzo va a giocare in serie A. A luglio dopo 3 mesi di assestamento e il gol salvezza in Lega Pro pensavo di ripartire con i migliori presupposti, invece sappiamo tutti come è andata ! Alla fine però sono rimasto in serie D, contro i consigli di tutti, e ne vado fiero perché indossare la maglia della società più antica della Sardegna e lottare di fronte alla tua gente e alla tua famiglia è una ricompensa che nessuna altra squadra può darti».
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Da calciatore – presegue Scotto – oggi mi sento morto perché probabilmente non potremo più proseguire qui. Mi sento morto perché quest anno la Torres non era una squadra ma una famiglia fatta di uomini veri che andavano in campo con sentimento e che era trainata da ragazzi del posto che sono riusciti a far diventare i così detti continentali “sassaresi accudiddi”». Il capitano ringrazia lo staff e i tecnici e poi entra in tackle contro i nuovi vertici societari. «Abbiamo navigato nelle difficoltà, ci siamo creati false illusioni per arrivare a quello che siamo riusciti a fare. Abbiamo giocato una finale dei playoff avendo l’impressione di non giocare solo contro l’Olbia ma soprattutto contro la nuova società che annunciava direttori, progetti eccetera senza rispetto verso chi stava provando a scrivere un lieto fine a questa favola. Credetemi abbiamo dato tutto e ne usciamo a testa altissima. Il miracolo non è stato compiuto, probabilmente non entreremo nella storia ma domenica abbiamo fatto la cosa più bella di tutte entrare nei cuori dei veri torresini. Io mi auguro che ci sia un futuro in questa Torres e per questa squadra e mi sento solo di dire grazie Torres e grazie Sassari».
Chiarissimo anche il messagio postato da Cossentino: «Anche quest’anno è passato. Per chi fa questo lavoro – scrive il difensore – un anno e sempre diverso dall’altro, porti dentro sempre qualcosa della città in cui hai giocato. Ma questo secondo anno a Sassari per me è stato veramente particolare sia sotto il profilo calcistico che umano. Ho maturato rapporti di amicizia con i compagni e con la gente del posto che mi porterò dentro con affetto. Non mi piace dilungarmi ma ho la certezza che quando penserò alla Torres lo farò con un sorriso. Ringrazio Sassari e anche se domenica non è andata come tutti speravamo so che questa piazza merita altri palcoscenici, Gli addii - conclude Cossentino – si danno ai posti dove non vorresti più tornare... la Torres per me è un arrivederci perchè rimarrà sempre nel mio cuore».
Parole che confermano che la squadra rossoblù aveva valori importati e che mettono la nuova società davanti alle prine, vere responsabilità. Si annunciava un’estate calda, siamo già in ebollizione. (a.l.)
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