«In A senza paura, sarò un martello sin dal primo giorno»
Massimo Rastelli, allenatore del Cagliari, ha le idee chiare «Pasqual? Discorso chiuso. Servono giocatori di qualità»
CAGLIARI. "Pasqual e Pizarro? Discorso chiuso. Ma sul cileno, campione di qualità, penso che quando si lascia l'Italia e non si è più giovanissimi, sia difficile tornare in A ad alti livelli".
Massimo Rastelli è sul pezzo. In contatto con il presidente Giulini e il ds Capozucca, si gode amici e conoscenti fin dai tempi del Solofra. Nel club del centro da 13mila anime in provincia di Avellino, regno dell'industria per la concia delle pelli, il tecnico del Cagliari ha esordito nell’ Interregionale nel 1987.
"Ricordi indelebili. Da Luigi De Vivo (rinomata pasticceria di Pompei, ndr) mi hanno fatto una sorpresa speciale: il Cagliari è anche la loro squadra".
Babà al rum, sfogliatelle, brioche crema e amarena. Dolci di qualità, come la promozione dei rossoblù.
"Dopo Juve Stabia e Avellino, centro il compito datomi dal club vincendo il terzo campionato. Pur partendo con un grande organico e i favori del pronostico, non è mai facile. Sono felicissimo".
Anche per il rinnovo fino al 2018?
"Il presidente Giulini mi è stato vicino, anche nei momenti più difficili. Crede nel lavoro mio e dello staff. Abbiamo meritato la A sul campo con due turni d'anticipo, record di punti e 25 vittorie. Il rinnovo è il riconoscimento per quel che abbiamo fatto. E gliene siamo grati".
Rastelli, cosa la spaventa della serie A?
"Nulla e tutto. Allenare è il mio mestiere, sono cresciuto partendo dalla gavetta. E in A senza uno staff all'altezza non ci arrivi e non ci rimani: l'idea del club di ampliare i collaboratori mi piace. Ad esempio, Paolo Cossu (allenatore Allievi, ndr) lavorerà con me in campo e potrà occuparsi dell'analisi della partite degli avversari".
Torniamo al mercato. Bruno Alves è nel mirino?
"Gran giocatore, aspetto news dal direttore".
Al di là del nomi, qual è la filosofia di mercato?
"Un gruppo di 18, 20 giocatori più altri cinque, tra i quali alcuni Primavera. Abbiamo le idee chiare, la società sa cosa serve per completare l'ossatura che vinto la B".
Cosa impara dalle retrocessioni di Carpi e Frosinone?
"Il Frosinone ha tenuto l'intelaiatura, il Carpi ha smontato la squadra per ripartire con l'undici che ha vinto la B. In A servono idee e giocatori per il progetto tecnico".
Il Cagliari com'è messo?
"Bene. La rosa va integrata con giocatori di qualità, esperienza e personalità. Ho già detto che figure come Rui Costa e Viechwod rendono bene l'idea".
Qual è la vera l'identità della squadra?
"Siamo saliti in A con 83 punti, vinto 25 partite, 10 in trasferta con una media di 1, 98 punti, 78 gol fatti, 1,86 a partita e 41 subiti con 0,97. Meglio della squadra di Zola e Reja. Numeri di un gruppo coeso e determinato".
Qual è il motto da agosto in poi?
"Dal primo test con i boscaioli sarò un martello. Alleno mentalmente a vincere, in amichevole e in Coppa Italia giocheremo a mille. In A più che mai devi partire forte".
Rastelli, chi vince gli Europei?
"Intanto, difendo le scelte di Conte. Spagna, Germania e Francia sono favorite, l'Italia può essere la sorpresa".
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