Doping, ora trema anche la Giamaica
Le nuove analisi su Pechino 2008 potrebbero coinvolgere Bolt e altre stelle
ROMA. Da Usain Bolt a Asafa Powell, da Veronica Campbell-Brown a Shelly-Ann Fraser e altri: i grandi campioni della Giamaica, i dominatori mondiali dello sprint, vivono ore difficili e tutto lo sport giamaicano è in subbuglio dopo le accuse di doping che coinvolgono ben 32 medagliati delle Olimpiadi di Pechino 2008.
Ieri infatti si è saputo che oltre a atleti russi, spagnoli e turchi, nella lista dei dopati c'è anche un giamaicano, e il comitato olimpico del paese caraibico ne è già informato. La rivelazione l'ha fatta il giornale on line di Kingston Rjr, e siccome a Pechino la Giamaica vinse medaglie solo nell'atletica, è inevitabile pensare che qualcuna delle grandi stelle dello sprint presto potrebbe cadere nella polvere.
I più bei nomi della velocità mondiale, dunque, gli invincibili dei 100 e 200 metri e delle staffette veloci, si trovano nel mirino in attesa che il Cio - dopo l'esito delle controanalisi - diffonda l'elenco ufficiale dei furbetti, scagionando tutti gli altri oggi lambiti dal sospetto di aver fatto uso di sostanze proibite.
Il Cio ha fretta di concludere l'operazione, Rio è troppo vicina perchè si parli solo di doping. È pressochè certo che ai colpevoli verranno ritirati medaglia e titolo, e sarà impedito loro di partecipare alle Olimpiadi di Rio anche se avessero già conquistato sul campo il ticket. Nei prossimi giorni, il Cio dovrebbe ufficializzare la lista dei 32 positivi, che si aggiungono ad altri 23 medagliati di Londra 2012, anche loro scoperti con la stessa nuova tecnica di indagine, e a rischio di squalifica, e ritiro di medaglia e titolo. Intanto ieri sono emersi due degli atleti rimasti nella rete antidoping dopo Londra: sono il pugile turco Kilicci e la ciclista su pista russa Gnidenko. Nessuno dei due salì sul podio, ma oggi sono accomunati dalla sospensione cautelare.
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