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Il Cavaliere dei 4 mori riallaccia il caschetto al Giro del Delfinato

Il Cavaliere dei 4 mori riallaccia il caschetto al Giro del Delfinato

Ciclismo. Fabio Aru affina la preparazione in vista del Tour Oggi cronoscalata, tra i principali rivali Contador e Froome

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SASSARI. Eccolo, Fabio Aru. Ancora lontano dall’Italia e sempre più vicino a Parigi. Il Cavaliere dei Quattro mori, dopo il ritiro all’Amstel Gold Race e 22 giorni di durissimo lavoro sulle salite del Sestriere con la sua Astana, ha gioito per la vittoria del compagno di squadra Vincenzo Nibali al Giro d’Italia e oggi allaccia nuovamente il caschetto per il Giro di Delfinato, otto impegnative tappe sulla strada del Tour e delle Olimpiadi di Rio, mentre sembra sempre più certo che proprio in avvicinamento alla prova olimpica, per saggiarsi sulle gare di un giorno, sia destinato a correre il Campionato italiano.

Aru, che al Delfinato avrà come compagni Sanchez, Tiralongo, Cataldo, Grivko, Gruzdev, Rosa e Lutsenko, parte con l’obiettivo di mettere su chilometri e migliorare una preparazione incentrata esclusivamente sulla Gran Boucle, ma sin dalla prima tappa di oggi, una breva ma intensa cronoscalata, non si tirerà dietro perché gli avversari si chiamano Richie Porte, ThibautPinot, Tony Gallopin, Joaquim Rodriguez, Chrtis Froome e e Alberto Contador, vale a dire tutti i principali pretendenti alla maglia gialla nella grande corsa che prendertà il via sabato 2 luglio da Mont Saint Michel.

Lo scalatore di Villacidro si sente in forma e ha una grande voglia di riscattare un avvio di stagione che lo ha visto poco fortunato nei brevi giri corsi in Spagna e Portogallo. Sostiene di non sentire il peso del dualismo con Vincenzo Nibali al Tour, e appare determinato a far bene. Come una squadra di calcio che cerca il risultato attraverso il bel gioco, lui cercherà il successo o un buon piazzamento attraverso una buona corsa, sostenuto da una squadra sempre più unita intorno al suo capitano.

Aru strizza anche l’occhio al percorso del Delfinato, che parte oggi a Les Gets con una cronoscalata di 3900 metri al 9.7 % che assegnerà la prima maglia gialla.

Domani e dopodomanla Cluses-Saint Vulbas (186 km) con facile previsione di arrivo in volata, poi la Crêches sur Saône-Chalmazal Jeansagnière (168) con le prime ascese, e partenza e arrivo in salita.

La terza tappa, la Boën sur Lignon-Tournon di 187.5 km presenta un Gpm particolarmente tosto, il giorno successivo la Tain-Belley (176) è quasi una passeggiata rispetto al gran finale.

Tra venerdì e sabato il delfinato esprimerà i suoi verdetti. Venerdì è in programma la durissima La Ravoire-Vaujany, 140 chilometri a testa bassa e strada sempre all’insù, e sabato c’è l’altra frazione tutta montagna da La Rochette a Méribel (140) che deciderà la corsa, prima della tappa finale domenica da La Rochette a Méribel, 151 km che saranno tutto meno che una comoda passerella finale, con arrivo in salita.

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