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Piraino caccia anche Scotto e Demartis

Piraino caccia anche Scotto e Demartis

Il presidente accusa i due giocatori di scarso attaccamento alla Torres. La replica: «Non accettiamo giudizi morali da lui»

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SASSARI. E’ passata una settimana dalla finale dei playoff della serie D e sembra passato un secolo. Domenica scorsa la Torres ha toccato il punto più alto della sua stagione (con 4000 persone allo stadio e un calore che non si vedeva da anni) ieri ha raggiunto il fondo. Dopo aver annunciato l’esonero di Marco Sanna (senza nemmeno avere il buon gusto di fargli una telefonata) la società ha riservato lo stesso trattamento ad altri due pilastri della squadra 2015-2016. «Giacomo Demartis e Gigi Scotto non faranno parte della nuova Torres» si legge in una nota pubblicata sul sito del club rossoblù. La “colpa” dei due giocatori? Secondo Daniele Piraino, maggior azionista del gruppo che ha rilevato la società da Domenico Capitani, il «poco attaccamento alla maglia. Condizione prioritaria per questa nuova gestione….».

Dichiarazioni pesantissime che non potevano passare sotto silenzio. Per Scotto e Demartis il giudizio di Piraino è inaccettabile. «Io non conosco questo signore – ha detto il bomber – ma non permetto che parli di attaccamento alla maglia uno che la maglia non sa neanche che cosa sia. I tifosi e chi ha seguito il campionato della Torres sa quando abbiamo dato e quanto abbiamo sofferto quanto le cose non andavano per il verso giusto. Il presidente è libero di confermare o di cacciare chi vuole ma non deve permettersi di dare giudizi morali sulla squadra».

Molto dure anche le riflessioni di Giacomo Demartis: «Abbiamo dato tutto per riportare la Torres in Lega Pro e siamo dispiaciuti per non essere riusciti a battere l’Olbia. Quello che sta succedendo in questi giorni è incredibile. Io, cotrariamente a Gigi, sono stato contattato da Piraino che voleva farmi firmare per un’altra stagione per poi spendere il mio nome come primo acquisto importante. Sarei rimasto volentieri ma prima di impegnarmi ho chiesto garanzie sul tipo di squadra che si sarebbe costruita. Adesso scopro che Piraino ha cambiato idea e mi accusa di scarso attaccamento alla maglia. Forse non ha capito che è proprio il contrario. Che se non ho accettato subito la sua proposta e perchè volevo essere sicuro di poter riprovare a vincere il campionato. Purtroppo ho l’impressione che la Torres sia finita nelle mani sbagliate. Ed è un vero peccato. Spero che ci sia ancora il tempo per rimediare».

Sarà così? L’impressione è che il club rossoblù (e i suoi tifosi) siano destinati a vivere un’altra estate rovente. Anche perchè nel documento di Piraioni si tirano in ballo anche altre società (nella fattispecie la Nuorese) e si parla di soldi, altro argomento spinoso. A turbare gli animi della nuova dirigenza - si legge nella nota – è l’atteggiamento di alcuni calciatori rispetto alla precedente gestione Capitani. «un rapporto di estrema confidenza con l’ex patron tale da esortarlo a rimanere proprietario della società e da richiedere dei premi partita in occasione della finale playoff con l’Olbia. Concrete anche le informazioni di contatti, abbondantemente precedenti alla fine della stagione, avvenuti tra mister Sanna e la Nuorese e che prevedevano il trasferimento di almeno 3-4 giocatori».

Anche su questi punti la replica di Gigi Scotto e Giacomo Demartis è categorica. «Con Capitani siano rimasti in contatto perchè la vecchia società si è impegnata a pagarci gli stipendi fino al termine della stagione. E siamo in arrettrato di diversi mesi. Per quanto riguarda contatti con altre squadre sono tutte fantasie prive di senso». La conferma arriva direttamente da Nuoro per bocca del presidente Artedino che nega di aver avuto contatti con Marco Sanna o con altri giocatori rossoblù. Una smentita che probabilmente Piraino non aveva messo in conto.(a.l.)

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