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Nicola Mancini, il gallurese che cucina a trecento all’ora

di Gianni Olandi
Nicola Mancini, il gallurese che cucina a trecento all’ora

ALGHERO. Tra i campioni che hanno caratterizzato la prova del rally mondiale Italia Sardegna ce ne è uno che non indossa il casco e la tuta ignifuga, ma un doppiopetto da cucina, rigorosamente scuro....

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ALGHERO. Tra i campioni che hanno caratterizzato la prova del rally mondiale Italia Sardegna ce ne è uno che non indossa il casco e la tuta ignifuga, ma un doppiopetto da cucina, rigorosamente scuro.

Nicola Mancini, 54 anni, gallurese d'origine controllata, da sempre al seguito delle grandi case autobilistiche, da 23 anni cura il catering della tedesca Audi, ma ha esperienze alla Lancia, Alfa Romeo, Lamborghini, coppa America. La sua zuppa gallurese ormai non ha confini e non solo nel mondo dei motori, ma anche nella vela che conta. Ha gestito lo stesso servizio ai tempi di Azzurra e Coppa America.

Un campione tra i campioni. Il rapporto con lo suoi “clienti “ è di fiducia totale. La sua cucina mobile è un campionario di praticità, fuochi, pentole, piatti, posate, lavastoviglie, armadi, bombole, tutto amovibile, smontabile in qualche ora, tutto pronto per essere riallestito nella tappa successiva, magari in un altro Continente, e così per tutto l'anno. Dispone perfino di un container cucina del quale va molto orgoglioso.

Il prossimo anno curerà il catering dell'autodromo di Monza in occasione della prova di Formula 1 e di tutte le altre manifestazioni motoristiche.

Un traguardo di assoluto prestigio per il cuoco manager gallurese, che ha inventato anche un piatto speciale per i piloti, in particolare quelli sottoposti a prove massacranti come la 24 ore di Le Mans: pasta all'uovo, salmone crudo con bacche di mirto. Un’esplosione di proteine, pochissimi grassi e un sapore decisamente unico. Per evitare malintesi: è un estimatore della cucina sarda, quella robusta. Non a caso nella Kosmosfera allestita nel villaggio del rally mondiale ad Alghero, all'ingresso della struttura è stato realizzato un camino dove per circa una settimana si sono “abbronzati” decine di porcetti abilmente lavorati dal suo cuoco orgolese. Ma il vero obiettivo di Nicola Mancini, quasi una mission, va oltre la professione di chef apprezzato ovunque.

Da gallurese testardo, e anche un po ruvido, lavora con un costante retropensiero: la promozione della sua terra, dei prodotti, della qualità e delle eccellenze ricche di storia e sapori che soltanto da queste parti si possono trovare.

"Ogni minuto, ogni ora della nostra attività debbono essere finalizzate a promuovere la Sardegna - dice mentre affetta zucchine e pomodori - ovunque, lo facciamo da anni, è un lavoro lento, anche faticoso ma non ci manca di certo la volonta". Nicola Mancini, che quando c'è bisogno in cucina non si fa problemi ad alternarsi tra zuppe sul fuoco e lavaggio dei piatti, ha fondato un suo brand, Mirtò, con l'accento. Quella straordinaria bacca dalla quale si trae un liquore ormai universalmente conosciuto. Quello senza l'accento.

“Il sapore unico di questa bacca, le antiche ricette per la sua preparazione, devono uscire dai nostri confini, con iniziative mirate”.

Ad Alghero con il suo Mirtò Nicola Mancini ha organizzato Casa Sardegna nello spazio interno del Forte della Maddalena: tutti prodotti targati quattromori e perfino una sfilata di stilisti sardi. “Quando le navi da crociera fanno sosta nei nostri porti per ammirare le bellezze dell'Isola – conclude Mancini – devono essere coinvolte anche nella gastronomia. Dobbiamo salire a bordo per far conoscere la qualità del nostro cibo e creare quindi le condizioni per nuovi consumi verso mercati internazionali.Dobbiamo recuperare economie di ritorno “

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