I campioni d’Italia Élite «Una gioia indescrivibile»
SASSARI. All’ultimo secondo dell’ultima partita della stagione, la sirena finale decreta il successo della Dinamo under 18 e la vittoria del campionato Nazionale Elite. Sassari batte la Valdicornia...
SASSARI. All’ultimo secondo dell’ultima partita della stagione, la sirena finale decreta il successo della Dinamo under 18 e la vittoria del campionato Nazionale Elite. Sassari batte la Valdicornia Basket per 65-53 ed entra nella storia.
«In quel preciso istante non riesci a realizzare. Hai vinto, sai di aver fatto qualcosa di grande ma non ne capisci la portata. Poi sono solo adrenalina, immagini sfocate, lacrime e gioia. Tanta gioia. È un orgoglio per noi essere entrati nella storia del basket sardo, un vero orgoglio». Così Marco Bitti, giovane capitano dell'under 18 biancoblù, squadra che ha regalato il primo titolo nazionale a livello giovanile della storia alla società del presidente Sardara. E che, allo stesso tempo, ha regalato il secondo scudetto under alla Sardegna dopo quello del 2002 della Santa Croce Olbia/Basket 90.
Dopo il trionfo di sabato, ieri pomeriggio il gruppo ha fatto rientro sull’Isola e, alle 16,30, ha raggiunto piazzale Segni. La pioggia non ha impedito lo sventolare di bandiere tricolore e gli applausi, poi ancora festa e il meritato riposo per un’impresa «arrivata in modo abbastanza inaspettato. A inizio anno non potevamo immaginarlo, e invece probabilmente qualcosa di buono lo abbiamo fatto – spiega coach Guglielmo Roggiani, assistito in panchina da Antonio Mura –. Al termine del nostro lungo cammino, siamo arrivati in Friuli per la Final Four pronti a goderci una meravigliosa gita premio. Ma eravamo lì, i ragazzi avevano fame, voglia e determinazione. Ci abbiamo messo cuore e testa. Ci abbiamo provato, ed è successo».
Cosa dice un capitano ai suoi compagni prima e durante un match importante che ha in palio addirittura uno scudetto? «Prima della partita non c'è mai molto da dire, tutti sapevamo a cosa stavamo andando incontro – spiega Bitti –. Più che altro, in campo e in panchina, cerco di farmi sentire quando qualcuno non è contento, troppo rilassato o poco carico. Cerco di richiamare tutti alla concentrazione, di far stare tutti uniti». Lo scudetto under 18 Elite è l’apice del lavoro svolto dal settore giovanile negli anni e durante l’anno: «Con alcuni dei ragazzi abbiamo iniziato già la scorsa stagione. Sono maturati tecnicamente e fisicamente e interpretano al meglio quanto provato: sono encomiabili – commenta l'allenatore biancoblù –. Abbiamo sempre pagato, a livello fisico, ogni volta che si superava il Tirreno. Ma per supplire al gap abbiamo giocato la nostra migliore pallacanestro. Penso allo spareggio con Caserta, all’interzona. Loro bravi, grossi e potenti, ma noi abbiamo vinto».
Marco Bitti si emoziona quando racconta «l’abbraccio ricevuto all’arrivo in piazzale Segni. Gente, bandiere, sorrisi. Emozione unica che non si vive tutti i giorni. L’anno scorso avevamo perso la finale regionale, quest’anno volevamo vincere il titolo sardo. Siamo partiti da lì e siamo arrivati al tricolore. Chiusura affidata a Roggiani: «A Maniago non ho avuto bisogno di stimolare i miei giocatori, avevano la faccia giusta. Gli avversari pensavano di schiantarci, ma siamo stati più forti – dice il tecnico dell’under 18 Dinamo Banco di Sardegna –. Indossiamo la maglia di una società che rappresenta Sassari e la Sardegna ai vertici d’Italia e d’Europa. Lavoriamo con passione sui ragazzi, ci impegniamo ogni giorno. E i risultati sono arrivati». G.D.
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