La Nuova Sardegna

Sport

Nuorese, il presidente è sulla graticola

Nuorese, il presidente è sulla graticola

Serie D. Michele Artedino tratta la cessione: «I tempi sono sempre più stretti, ma ho fiducia. Resta il nodo degli impianti»

3 MINUTI DI LETTURA





NUORO. Entro mercoledì si capirà se l'interesse del gruppo imprenditoriale romano per la Nuorese è reale. Tre giorni: è questo il tempo che il presidente Michele Artedino intende aspettare dopo il rinvio dell’incontro con i rappresentanti della società di intermediazione e degli imprenditori che intendono acquistare la Nuorese.

«Mi hanno comunicato che arriveranno in settimana perché avevano problemi ad essere a Nuoro domenica – spiega il presidente Artedino –. Dobbiamo stare alla finestra. Gli ho solo detto che i tempi si accorciano, che aspetterò un paio di giorni al massimo e poi deciderò di conseguenza. Siamo a fine giugno, il 3 luglio si aprono le iscrizioni e dobbiamo capire cosa fare. Inoltre si tratta di una trattativa complessa che non può essere chiusa in un paio di giorni. Nei primi colloqui non abbiamo messo niente sul tavolo e la cosa mi preoccupa non poco».

Da imprenditore come valuta questo rinvio? «Le sensazioni rimangono buone anche perché la persona che ho incontrato è serissima e ci dà grandi garanzie. Mi ha detto che il rinvio è dovuto ad altri problemi. Ma le persone bisogna incontrarle. Ci sono una serie di questioni da mettere sul tavolo e da discutere. Bisogna capire come portare avanti la stagione. Voglio valutare bene l’interlocutore per capire quale sia il futuro della società. Non voglio correre il rischio di trovarmi in situazioni che stiamo osservando altrove. Tra un anno non vorrei vedere la Nuorese fallita o in un mare di guai».

Nel caso la trattativa non dovesse andare a buon fine avete un piano B?: «Le alternative le stiamo studiando. Potremo fare un campionato puntando alla salvezza, abbassando il budget al minimo. Questo nella speranza di poter iscrivere la squadra, che col tempo arrivino altri imprenditori e che la gente si avvicini al progetto. Potremo tentare di andare avanti un altro anno. Ma siamo lontani anni luce da ogni decisione. Non c’è una società in piedi. Con l’addio del vicepresidente e di altri dirigenti siamo a un punto di non ritorno. L’unica prospettiva è quella che mi impegna a livello mentale a cercar di trovare una soluzione per salvare la Nuorese a tutti costi. Ma devo trovare qualcuno che mi dia una mano. Da solo non me la sento. Alla fine si potrebbe arrivare a un compromesso e fare un campionato con il settore giovanile».

Uno dei nodi fondamentali è quello delle strutture: «Ho incontrato l'amministrazione comunale. Ci sono problemi. Verrà bandita la gara per la gestione dello Frogheri. Sicuramente la Nuorese parteciperà al bando, avremo più punti di altri, ma bisogna vedere i costi. Abbiamo parlato anche del campo per gli allenamenti. L’amministrazione ci ha detto che la Nuorese non potrà gestire più di una struttura. Se avrà il Frogheri non potrà gestire un campo di allenamento. Per noi è un problema. Sono le regole, non le condivido, ma dobbiamo capire cosa fare. Quella delle strutture sarebbe una difficoltà anche per chi dovesse subentrare. La prima domanda che mi hanno fatto nell’incontro di Roma è quella sugli impianti. Gli ho risposto che non siamo messi bene. Abbiamo chiesto un'area per realizzare delle strutture . Se dovessi rimanere sarei disposto anche a investire. Ma è legato all'ingresso di nuovi soci. Ci sono dieci giorni per capire chi iscriverà la squadra. Altrimenti dovrò consegnare la Nuorese al sindaco».

Giuseppe Sanna

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative