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Pugilato, Tore Erittu ritorna sul ring: «O la va o la spacca»

di Roberto Muretto
Pugilato, Tore Erittu ritorna sul ring: «O la va o la spacca»

Il massimo turritano venerdì 24 giugno a Brescia combatte per il titolo Internazionale Ibf col tedesco Rill. Se perde potrebbe ritirarsi

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PORTO TORRES. È l'occasione della vita. Salvatore Erittu proverà a non farsela scappare. Il pugile di Porto Torres venerdì a Brescia (diretta su Sportitalia) combatterà contro il tedesco Franz Rill. In palio il titolo (vacante) internazionale Ibf dei pesi massimi.

Dopo un anno dalla conquista del tricolore, un rinvio e un match sulle distanza delle sei riprese vinto agevolmente, è arrivato il momento di tornare sul ring. Di prendere al volo un treno che non passerà una seconda volta. Una vittoria aprirebbe ad Erittu le porte dell'Europa. Dovesse andare male, il "guerriero" turritano potrebbe invece anche pensare al ritiro.

Il momento è finalmente arrivato.

«Ora si riprende a sognare. Sono sereno, preparato, pronto a giocarmela, convinto di poter fare bene».

Combatte a Brescia dove ha già conquistato due titoli italiani. Buon segno?

«Speriamo. Questa città finora mi ha portato fortuna. E' un anno che non faccio dodici riprese ma sono in forma grazie al lavoro fatto con Maurizio Zenoni, Marco Runchina e Claudio Ianarelli. In questi mesi mi hanno sopportato».

Ci fa un identikit del suo avversario?

«Un pugile potente, che ha vinto diverse volte per ko nella sua carriera. E' più strutturato di me sul piano fisico ma questo non è uno svantaggio. Io proverò a sfruttare la mie caratteristiche».

Qual è la tattica per mettere in crisi il tedesco?

«Velocità nel portare i colpi e tanta mobilità. Mai offrire un bersaglio fisso, sarebbe come farsi un autogol. Ogni match ha la sua storia, la certezza è che in questa categoria di peso i pugni quando arrivano fanno male e possono provocarti danni. Io proverò a subirne pochi e darne tanti»

Questo match dovevate farlo un mese fa poi c'è stato il rinvio. Lei come l'ha presa?

«All’inizio non bene, sono stato informato solo dieci giorni prima. Non è stato semplice metabolizzare la notizia. Ho reagito, la voglia di conquistare questo titolo mi ha dato la carica per allenarmi di più e meglio. Voglio fare una bella figura, sono pronto».

Se dovesse mandare un sms al suo avversario che cosa gli scriverebbe?

«Le parole non contano nulla, non sono mai stato uno sbruffone. Forse fanno parte dello spettacolo ma a me piace parlare sul quadrato. Lì devi dimostrare quanto vali. Io e Rill ci rispettiamo, sappiamo che sarà un combattimento spettacolare. Lui è uno portato ad attaccare, viene sempre avanti. Io sono più attendista e abile nei colpi d'incontro. Credo che il pubblico si divertirà».

Lei ha 35 anni, il suo avversario 29. Conta qualcosa?

«Nulla. Me ne sento dieci di meno. Non lo dico tanto per farmi coraggio, l'ho capito durante gli allenamenti. Il mio fisico risponde benissimo alle sollecitazioni».

Sente la responsabilità che questo potrebbe essere l'ultimo match della sua carriera se non dovesse andare bene?

«Dalla mia parte ho una grande serenità. Alla mia età non devo dimostrare niente a nessuno. Combatto perché la boxe ce l'ho nel sangue, è un richiamo al quale non ti puoi sottrarre. Ma combatto anche per la mia bandiera, quella della Sardegna. Non si può immaginare la forza che mi trasmette questo pensiero».

A Brescia sarà come giocare in casa?

Credo di sì. Saranno molto i sardi che verranno dall’isola per sostenermi. Ho saputo che tanti altri che stanno in zona sono curiosi di vedermi all'opera. Spero di ripagarli con una grande prestazione e con un titolo che rappresenta un traguardo fondamentale per allungare la mia carriera».

©RIPRODUZIONE RISERVATA©RIPRODUZIONE RISERVATA

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