La Iaaf bussa al Quirinale per un test a sorpresa ma trova la porta chiusa
ROMA. Un blitz per un controllo a sorpresa, al Quirinale. Mentre al Colle il Capo dello stato riceveva gli azzurri per consegnare la bandiera che sventolerà a Rio durante la cerimonia di apertura...
ROMA. Un blitz per un controllo a sorpresa, al Quirinale. Mentre al Colle il Capo dello stato riceveva gli azzurri per consegnare la bandiera che sventolerà a Rio durante la cerimonia di apertura dei Giochi, un ispettore della Iaaf, forse ignaro che quella che aveva di fronte non era un'abitazione qualsiasi, si è presentato per fare un controllo antidoping alla marciatrice Elisa Riguado. Il medico tedesco ovviamente non è potuto entrare, e il controllo a sorpresa si trasforma in una clamorosa gaffe. L'azzurra della marcia, che con gli altri campioni partecipava alla cerimonia dal presidente della Repubblica, ci scherza su: «Gli ho detto, scusi, è come se lei andasse dalla Merkel quando vanno in visita gli atleti tedeschi...».
In effetti, sono rimasti spiazzati anche gli uomini della sicurezza del Colle, non abituati a visite di questo tipo. E infatti il funzionario è stato prontamente respinto e si è visto costretto a rimandare il «normale» controllo ematico poi eseguito solo grazie alla gentile concessione della marciatrice azzurra: «Non l'ho presa come un'offesa – precisa Rigaudo, bronzo olimpico a Pechino 2008 nella 20 km femminile –, perché è un messaggio sbagliato. Se noi atleti siamo sottoposti a dei controlli è qualcosa che ci deve tutelare perché so che lo fanno anche alle mie avversarie». Ma anche se la cuneese ha poi concesso al medico di eseguire lo stesso il prelievo, avvenuto più tardi presso un ufficio del Coni igienicamente idoneo, lo scivolone resta ed è anche doppio: «Lui non sapeva neanche niente di Schwazer...», rivela la Rigaudo.
Il funzionario addetto al test, sulla base delle indicazioni date dalla stessa atleta sul luogo di reperibilità per la giornata, sì è precipitato al Quirinale, così da sbrigare subito la pratica e tornarsene prima a casa.
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