I tecnici della squadra azzurri studiano il “fenomeno Cagliari”
CAGLIARI. Pinne, maschera e boccaglio. Ma anche un disco da un chilo e una mazzetta di trenta centimetri. Con in più, tanta fatica: l'hockey subacqueo non è roba per teneroni. «Sport duro e...
CAGLIARI. Pinne, maschera e boccaglio. Ma anche un disco da un chilo e una mazzetta di trenta centimetri. Con in più, tanta fatica: l'hockey subacqueo non è roba per teneroni. «Sport duro e divertente» dice con un sorriso Massimo Pulixi, quindici anni di entusiasmo, portacolori del Sub Cagliari. Il Club del capoluogo guida le danze isolane. E il movimento cresce. Dietro, un'animatrice instancabile: Danila Staffoli. Con i tecnici Gianluca Desogus e Stefano Pani e atleti tra i 15 e 20 anni ultra motivati. Un mix che a Torino, nell’ultima tappa del campionato italiano, ha prodotto la medaglia d'oro. Un bel colpo al debutto tra i big della categoria Elite. «Una vittoria indimenticabile» aggiunge. Massimo. Seconda liceo al Michelangelo, tifoso del Cagliari e ammiratore di Rastelli, ha sollevato le braccia al cielo con Federico Arca, Elisa Baldereschi, Nicola Cargioli, Andrea Concu, Lorenzo D'Atri, Federico Ledda, Sergio Manca, Carlotta Orrù, Marco Porcella e Marzia Salone. «Nel 2015 abbiamo preso il bronzo nella categoria Prima Serie. Quest'anno sapevamo che avremmo trovato i giocatori più forti d'Italia. È andata bene».
Sub Cagliari cresce. E mette radici. Con gli osservatori nazionali che apprezzano il lavoro della Staffoli: «Ci ha trasmesso passione ed entusiasmo: anche negli stage - rimarca Massimo Pulixi, a mollo dall'età di cinque anni nella piscina comunale di Viale Diaz, con lo sprone dei genitori Severo ed Emanuela - e ci ha sempre sostenuto».
Mario Frongia
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