Dinamo al lavoro per garantirsi l’Europa
Si apre una settimana fondamentale in chiave Eurocup: la società alla ricerca di una soluzione a livello legale
SASSARI. Un centro titolare con status di comunitario, un lungo che chiuda il roster e un cavillo giuridico che permetta di dare scacco matto a Re Gianni. Con tutte le attenzioni del movimento cestistico nazionale concentrate sul PreOlimpico, al via da oggi a Torino, per la Dinamo Banco di Sardegna si apre una settimana molto importante.
Fronte mercato. Gli occhi del manager Federico Pasquini sono puntati sul mercato, ma senza particolare fretta. Tra breve è previsto il solito tour estivo alla Summer League di Las Vegas, utile per visionare prospetti che possano fare al caso dei sassaresi, ma anche per prendere contatti con procuratori e dirigenti provenienti da tutto il mondo. All’appello, come detto, mancano soltanto due pedine, la prima delle quali molto importante. Per quanto riguarda la seconda, l’identikit è presto fatto: alla Dinamo serve un quattro-cinque italiano al quale non verrà garantito alcun minuto di impiego, ma solo un ruolo da sparring partner in allenamento. Su queste basi, la società ha preferito mandare ancora fuori in prestito Ciccio Pellegrino (giocherà in A2 a Ferrara) e andare alla ricerca di un omologo. Per qualche giorno i tifosi hanno fantasticato su un possibile ritorno in biancoblù di Manuel Vanuzzo. Ma il lungo di Dolo, classe 1975, dopo essersi conquistato sul campo la promozione dalla B alla A2 con Udine, con tutta probabilità resterà in Friuli per un’altra stagione, resistendo anche alla corte serrata fatta dal Su Stentu del suo amico Bebo Secci, appena promosso serie B Silver. Per il resto, soltanto voci, con la premessa iniziale: su questo fronte la società non ha alcuna fretta.
Fronte coppe. Nella settimana del PreOlimpico (in campo a Torino ci sarà un “sassarese”, il play croato Rok Stipcevic, che ha appena rinnovato il contratto) il presidente Stefano Sardara continuerà a lavorare senza sosta con i suoi collaboratori e soprattutto con gli studi legali per districare la complicata matassa legata alla partecipazione alle coppe europee. Dinamo, Reggio Emilia e Trento, con l’aggiunta di Cantù (che beneficerà di una wild card) sono arrivate alla stretta finale della contesa che vede i club schiacciati tra Uleb (alla quale le società hanno deciso di aderire per partecipare all’Eurocup) e la Fiba, che vorrebbe obbligarle a prendere parte esclusivamente ai tornei da questa organizzati. Un percorso che resta complicato, anche perché i richiami che arrivano dalla Fip suonano decisamente sinistri: «Adesso basta farci discutere di Eurocup, fateci vivere serenamente il preolimpico, tanto si sa cosa accadrà se vi iscriverete alla coppa». Così il presidente delle Federbasket Gianni Petrucci ha tagliato corto sull’argomento in questi giorni, attraverso le colonne del Corriere dello sport. «Ora però siamo giunti al dunque – ha aggiunto –. Insomma cari presidenti adesso basta. Non arrivate all’ultimo giorno per decidere perché si sa cosa accadrà poi: la federazione sarà obbligata a fare quella scelta». Una cosa è chiara: le strade per risolvere la questione in modo “politico” sono sempre più strette. L’obiettivo è spuntarla in tribunale. Già, ma come?
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