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AGLI EUROPEI BARBA PER TUTTI

Torniamo sull’argomento calciatori barbuti, vista la pressante richiesta dei fan di questa rubrica (tale “pressante richiesta” si sostanzia in un mio amico che ieri mi ha detto che il primo articolo...

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Torniamo sull’argomento calciatori barbuti, vista la pressante richiesta dei fan di questa rubrica (tale “pressante richiesta” si sostanzia in un mio amico che ieri mi ha detto che il primo articolo su questo importante tema gli era piaciuto).

Il volto con barba è il look dominante di Euro2016: rappresenta la maggioranza assoluta, specie se si annettono anche le versioni più timide, tipo i pizzetti, che i puristi del boscaiolismo non sempre ammettono nella categoria. Pensate all’Italia, anche se è eliminata: Buffon barba accennata, poi De Rossi, Zaza, Pellè, Insigne, Barzagli, Chiellini, Bonucci, Florenzi, Parolo, Candreva. I glabri sono sempre meno: De Sciglio, Giaccherini, Eder e boh. Idem per le altre squadre. L’assenza inspiegabile di formazioni dell’Estremo Oriente agli Europei (è una battuta, eh) fa il resto: i rasati sono le eccezioni. Nella Turchia, scesa in campo con scarse fortune nella prima fase, undici titolari su undici sono barbuti.

E qui la cosa si fa divertente, perché il pensiero inevitabilmente corre a Ilhan Cavcav.

Costui è il presidente di una squadra della Serie A turca, dal nome non agevole per noi. Eccolo, grazie a un selvaggio copia-e-incolla da wikipedia: Gençlerbirligi Spor Kulübü, di Ankara. Nel novembre 2014, stando a sportmediaset.com, il signor presidente ha tentato l’impossibile: imporre la rasatura ai suoi giocatori. Le barbe per lui erano «cattivi esempi per i giovani». Ha aggiunto: «Sono sportivi, mica frequentano una scuola per imam». Poi l’annuncio delle multe: 25mila lire turche (9mila euro) per chi portava la barba lunga. Apriti cielo. Polemiche, anche politico-religiose.

Infine, la marcia indietro: «Ognuno è libero di vestirsi come vuole e professare la religione che preferisce», ha corretto Cavcav. Forse sperava che questa storia delle barbe lunghe durasse il tempo di una moda passeggera, tipo i risvoltini ai pantaloni. Meno di due anni dopo, con Euro2016, viene ratificato il seguente responso internazionale: presidente, devi rassegnarti.

@fbrancoli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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