Dessena: «Sono pronto a ripartire»
Il capitano del Cagliari fa passi da gigante nella riabilitazione: «Con la testa sono già in ritiro, non vedo l’ora»
CAGLIARI. Il primo piccolo grande scudetto giunge dagli ambulatori di medicina dell’ateneo di Cagliari: risposta eccellente alla prova di ossigenazione sotto sforzo. Daniele Dessena si concede un sorriso. «Sì, il test con il dottor Crisafulli è andato molto bene, se mi dicessero di giocare una partita lo farei». Gagliardo, determinato, pronto a rimettersi in gioco. Un capitano che incarna i valori chiave del nuovo Cagliari. Attento ai dettagli e all’esempio: «Chi arriva fin dal primo giorno avverte nello spogliatoio un’aria speciale: sa di dover rispondere alle aspettative della gente sarda. Persone che ci seguono ovunque, spesso con sacrificio, e che da noi si aspettano il massimo».
Il mediano, classe ’87, parmigiano, sta accelerando nella riabilitazione seguito dal preparatore, Gianfranco Ibba. Ma intanto, si gode Tommaso, primogenito che festeggia 6 anni. Rilassato e consapevole che nel calcio tutto può accadere. «Il 28 novembre 2015 non lo scorderò mai. Ma oramai l’infortunio patito a Brescia l’ho dimenticato. Con la testa sono già con la squadra: sabato parto regolarmente in ritiro a Pejo. E aspetto una telefonata importante: entro il 20 luglio gli specialisti mi dicono dove andare per togliere il chiodo e le due viti che ho tra tibia e perone».
Insomma, scenario che si colora di rosa. O no?
«Il primo intervento l’ho fatto l’1 dicembre. Ora sento qualche dolorino ma è normale. I dottori mi dicono che fisicamente è tutto ok. Per loro non sarei neppure infortunato. Ma vengo da un percorso molto lungo, affrontato da tanti altri. Pensavo fosse una sciocchezza, averlo preso in modo sereno e consapevole mi ha aiutato».
Quando vedrà il traguardo?
«Dopo l’operazione devo stare fermo 15 giorni. Ma non faccio previsioni, il mio campionato inizia con i compagni fin dalla prima seduta in ritiro. Non ne posso più, non vedo l’ora di correre e giocare».
Passo indietro. Qual è il flash dopo la vittoria in B?
«Una stagione da record, dal primo all’ultimo minuto primi o secondi. Non sappiamo cosa sia il terzo posto. Il presidente e il d.s. hanno allestito un grande gruppo, con giocatori che si sono migliorati durante l’anno. Penso a Giannetti, Di Gennaro, Tello. Tutti si sentivano il Cagliari addosso. Come il mister Rastelli: ha gestito al top 25 giocatori. Tutti hanno portato un mattone importante».
Alves, Ionita, Padoin: la strada è giusta?
«Ottima. Conosco bene Padoin, siamo stati assieme in Under 21: gran giocatore, si allena sempre a mille. Ionita è forte e di prospettiva. Alves ha esperienza. Un mix indispensabile in A. Poi, trovano un gruppo motivato: lo spogliatoio è la parte più importante dei grandi risultati».
La salvezza è il primo obiettivo?
«Sì, e non mi piace dire poi si vedrà. Pensiamo a salvarci».
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