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LA HIT DI GUETTA E IL FATTORE CAMPO

Avevamo lasciato David Guetta nel primo articolo della serie di questa rubrica, ancora sconvolti dalla notizia che lui, il principe della musica dance elettronica mondiale, è il fratello della...

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Avevamo lasciato David Guetta nel primo articolo della serie di questa rubrica, ancora sconvolti dalla notizia che lui, il principe della musica dance elettronica mondiale, è il fratello della perpetua di Don Matteo. Era il 10 giugno. Il disc jockey francese aveva appena lanciato la canzone ufficiale degli Europei, che si intitola This one’s for you, questo è per te. La voce è di una bellissima cantante svedese, Zara Larsson, con quel nome da centrocampista. Nel frattempo David ha girato l’Europa come al solito, facendo tappa in una serie di località che un certo gusto vintage definiremo “da rotocalco”: St Tropez, Ibiza e altri posticini dove la gente si diverte con pochi centimetri di tessuto sulla pelle. Ma come sta andando il pezzo di David?

L’Europa non è poi così unita, come abbiamo potuto constatare in tempi recenti per questioni diverse da questa. L’inno di Guetta, per usare un lessico tipicamente calcistico, sta facendo rispettare il fattore campo: cioè vince in casa. In Francia si è piazzato al primo posto della classifica settimanale dei singoli di iTunes, con una rimonta contro due teste di serie della musica leggera: Justin Timberlake e Céline Dion.

Vabbè, ma in Francia era facile, giocava in casa.

In Italia Guetta è ottavo, in Inghilterra arranca al ventiquattresimo posto, in Germania è sul podio in terza posizione, in Spagna è ottavo. Fuori dall’Europa i capelli lunghi e la barbetta di David non incantano: non rientra tra i primi cento della graduatoria di Billboard.

Scrivere un inno che possa piacere a tutti e non creare disparità non è semplice. La canzone ha un testo ovviamente essenziale e buonista, non aspettatevi Walt Withman. Comunque dice: “Sventolando bandiere colorate non ci arrenderemo, nessuna resa... C’è un campo di gioco, è pieno di vincitori, stiamo esplorando nuovi territori”. Quindi vincono tutti, basta sventolare. Probabilmente i tifosi di Galles, Portogallo, Germania e Francia in questi giorni non si sentono così ecumenici.

@fbrancoli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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