Il saluto dei pugili azzurri: «Che gioia allenarci qui»
PORTO TORRES. Dieci giorni di allenamenti intensi, conditi da qualche ora di svago in spiaggia. Oggi lasciano la Sardegna Manuel Cappai, Vincenzo Mangiacapre e Valentino Manfredonia, i tre pugili che...
PORTO TORRES. Dieci giorni di allenamenti intensi, conditi da qualche ora di svago in spiaggia. Oggi lasciano la Sardegna Manuel Cappai, Vincenzo Mangiacapre e Valentino Manfredonia, i tre pugili che hanno in tasca il “pass” per le Olimpiadi di Rio. Con loro l’head coach Raffaele Bergamasco, un sergente di ferro che sta seguendo in modo maniacale questi ragazzi. Tutti candidati per mettersi al collo una medaglia. «Pronostici non ne faccio - spiega il tecnico -. Siamo venuti qui perchè Porto Torres ci ha sempre portato fortuna ma anche perchè è un ambiente ideale per lavorare. Siamo stati ospitati in modo eccezionale».
Gli azzurri hanno lavorato nella palestra intitolata ad Alberto Mura (dirigente di grande spessore prematuramente scomparso qualche anno fa). «Alberto - aggiunge Bergamasco - manca a tutta la boxe e non solo a quella sarda. Era una persona eccezionale, stimato, con tante idee e grandissime capacità organizzative. Meglio fermarsi qui, se ne parlo ancora faccio fatica a trattenere le lacrime».
Manuel Cappai, quartese, ha la faccia da bambino ma le idee chiarissime. «Sono alla seconda Olimpiade - dice -. A Londra avevo poca esperienza e sono uscito al primo turno. Ho imparato tante cose e in Brasile spero di fare bella figura. Dove posso arrivare non lo so. A Rio sarà un torneo anomalo e la medaglia d’oro può prenderla anche chi non è tra i favoriti. Io non mi pongo limiti. Posso solo dire che mi sto preparando alla grande».
Chi una medaglia (bronzo) ha già avuto l’emozione di prenderla è Mangiacapre. Sicuramente il più esperto del terzetto. «Io salgo sul ring e so sempre che cosa devo fare - spiega il pugile con la faccia da duro -. Inutile dire che mi auguro di migliorare il colore della medaglia presa a Londra. Lavoro per questo, convinto dei miei mezzi, ma anche consapevole che mi troverò di fronte avversari preparati. Questo periodo in Sardegna è stato proficuo, qui si può lavorare serenamente e recuperare le energie spese. Vi assicuro che sono tante ogni giorno».
Valentino Manfredonia è il burlone della compagnia. Andare a Rio per lui sarà come tornare a casa. È infatti nato a Recife ed è stato adottato da una coppia di Pianura. Il mediomassimo scherza sempre, ma il suo umore cambia appena mette piede in palestra. «Mi gioco le mie chance consapevole che posso fare bene - afferma con tono sicuro -. Non ho paura a dire che sogno una medaglia, se sarà d’oro ancora meglio. La boxe è uno sport che ho nel sangue, per il quale faccio tante rinunce. Mi alzo la mattina pensando all’Olimpiade. Non vedo l’ora che cominci questa avventura».
R.M.
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