Zanda sfida l’estremo: a 59 anni correrà 866 km
Il cagliaritano sarà protagonista dal 19 luglio della Transpyrenea Ultramarathon Dalla Francia alla Spagna attraverso i Pirenei: un dislivello totale di 60mila metri
CAGLIARI. Nuova affascinante impresa per l’extreme runner Roberto Zanda, 59 anni. L’inossidabile ironman isolano, dal 19 luglio al 4 agosto, sarà protagonista della Transpyrenea Ultramarathon, un’incredibile corsa di 866 chilometri che dalla Francia arriva sino alla Spagna – in regime di autosufficienza alimentare –, cui prenderanno parte 350 atleti provenienti da ben 32 nazioni.
«Roberto è un orgoglio per tutta la Sardegna, un grande esempio di sport – ha afferma il numero uno della Fidal Sardegna Sergio Lai –. Quella transpireneica è stata definitiva la gara più massacrante al mondo, per la distanza, per il clima e per il dislivello che raggiunge: quasi 60 mila metri sui Pirenei francesi». «Purtroppo non ho potuto preparare al meglio la sfida per ovvie ragioni logistiche – sottolinea Zanda –. Saliremo fino a 3500 metri e nell’isola non esiste modo per testare la tenuta del corpo a queste sollecitazioni».
La strategia di gara sarà la chiave per portare a termine l’impresa. «Farò come fa un onesto lavoratore – prosegue l’ironmam – correrò per almeno 12 ore al giorno cercando di riposare a tratti per permettere al mio organismo di adeguarsi alla diversa quantità di ossigeno». L’incognita è un percorso nuovo di zecca: «Nessuno lo conosce perché si tratta della prima edizione – commenta l’ex paracadutista, istruttore di nuoto e presidente della Survival Triathlon –. Fisicamente sono a posto, c’è chi mi dice che ho ancora il fisico di un pischello di 30 anni. Io rispondo col lavoro quotidiano, fatto di 6/7 ore di atletica al giorno».
Tornando alla sfida «sarà una vera gara di sopravvivenza – aggiunge Roberto Zanda –. Troveremo variazioni di clima eccezionali: caldo, pioggia e freddo, con temperature notturne vicine ai 4 gradi. Dovremo essere bravi e pronti mentalmente a gestire le situazioni». L’obiettivo finale? «Tagliare il traguardo. Ho alle spalle 27 gare, tante di queste nei deserti. Logico pensare che il vero successo sia riuscire ad arrivare sino alla fine».
Per una volta nessun problema di caldo afoso ma acqua a volontà: «Dovrò scegliere quella giusta e trasformarla in potabile con uno speciale strumento – conclude il “massiccione” cagliaritano – non mi spaventa. Saranno con me il mio video maker Federico Savasta e altri 30 italiani. La Sardegna è obbligata a fare bella figura». Per l’ultima impresa, che fa il paio con il terzo posto 2012 a Boavista e il quarto in Iran di appena un mese fa (Zanda perse sei unghie per un problema di alte temperature) il cagliaritano ha scelto l’appoggio della Blue Shark e sposa una lodevole iniziativa di solidarietà: la raccolta fondi per la costruzione di pozzi in Etiopia legato all’associazione Charity in the world.
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