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I CALCIATORI SENZA PATRIA

I CALCIATORI SENZA PATRIA

Scusateci, oggi Euro 2016 è a Fermo. Giacché l’assassino di Emmanuel Chidi Namdi, nigeriano di 36 anni, richiedente asilo, è anche un ultras della locale squadra di calcio, la Fermana, a maggiore...

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Scusateci, oggi Euro 2016 è a Fermo. Giacché l’assassino di Emmanuel Chidi Namdi, nigeriano di 36 anni, richiedente asilo, è anche un ultras della locale squadra di calcio, la Fermana, a maggiore ragione queste palle di carta confermano quel che già si è detto. Il calcio non è realtà separata dalla realtà. La società marchigiana ha già espresso immenso dolore e ribadito la propria posizione contro ogni forma di razzismo e discriminazione. Può fare altro. Alla ripresa del campionato, alla prima giornata, lo sponsor si farà da parte e sulla maglia gialla e blu i calciatori porteranno scritto sulla maglia, tutti, “Emmanuel Chidi Namdi”. E i tifosi, se tali sono, e non complici del razzismo che avvelena questo Paese, scandiranno quel nome, il nome di un uomo che era venuto in Italia per sfuggire ai tagliagole di Boko Haram per poi trovare la morte in difesa della compagna, insultata perché nera e dunque “scimmia”.

Farà altro la Fermana e dovrebbero farlo tante società, al cospetto di talune tifoserie vergognose. Regalare il maggior numero possibile di copie di un libro di qualche anno fa. “Rifugiati Football Club”, un romanzo di Warren St. John, giornalista americano che racconta la storia dei Fugees, i Rifugiati, squadra di calcio di Clarkston, Georgia, Stati Uniti. Tipica cittadina del Sud dal 1990 centro di accoglienza per i rifugiati. Qui vive Luma Mufleh, una donna giordana che ha studiato negli Stati Uniti. L’incredibile storia dei Fugees inizia il giorno in cui vede qualcosa di imprevisto. Un gruppo di ragazzi, sopravvissuti alle guerre, alla violenza delle vendette tribali, alla morte di fratelli e genitori, forse al loro stesso passato di soldati bambini costretti alla barbarie.

Ragazzi come Emmanuel Chidi Namdi. Giocano a calcio, con una passione e una grazia che annullano gli effetti di ogni orrore, paura o solitudine che quei ragazzi possono aver provato. Luma comprende quale sarà il suo destino. In una cittadina degli Stati Uniti esiste una squadra di calcio unica al mondo, un incredibile gruppo di ragazzi senza patria e con un futuro difficile. Giovani calciatori di ogni nazione, Etiopia, Burundi, Afghanistan, Congo, Iraq, Liberia, Sudan, Somalia, Bosnia. Scappati dalle guerre civili, dalla povertà, dalla devastazione e dalla violenza. Allenati da una donna che viene dalla Giordania.

Nel libro che racconta la loro storia c’è calcio e politica - sono sempre assieme, inutile fare le anime belle, esserne consapevoli è il primo passo per non lasciare calcio e politica ai soliti noti -, talento e sudore: una storia vera di sport e generosità, riscatto e speranza. Quella dei Fugees è una storia che vale la pena conoscere. Comprese le regole che si sono dati, tassative. “Mi comporterò bene in campo e fuori. Non fumerò. Non mi drogherò. Non berrò alcol. Non metterò incinta nessuna. Non dirò parolacce. I miei capelli saranno più corti di quelli dell’allenatore. Sarò sempre in orario. Ascolterò l’allenatore. Mi impegnerò al massimo. Chiederò aiuto”. Scusateci, oggi Euro 2016 è a Fermo e a Clarkston.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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