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La Sardegna perde il rally mondiale

di Marco Giordo
La Sardegna perde il rally mondiale

«Niente garanzie economiche dalla Regione e attacchi politici»: l’Aci si tira indietro, la corsa andrà nel Centro Italia

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SASSARI. Il rally mondiale abbandona la Sardegna. Un fulmine a ciel sereno ufficializzato dal presidente dell'Aci Angelo Sticchi Damiani alla Nuova.

«Nonostante la straordinaria ultima edizione, la migliore fin qui disputata – ha esordito Sticchi Damiani –, della quale vogliamo condividere il merito con tutti quelli che hanno contribuito, come Aci Sport e diversi amministratori locali, in particolare il sindaco di Alghero Mario Bruno, purtroppo non abbiamo avuto riscontri per il futuro. L’Aci come impegno avrà anche l’organizzazione del Gran Premio di F1 a Monza, e in assenza di segnali chiari da parte della Regione Sardegna che riducano il nostro impegno economico, per noi sarà impossibile farci carico di questo evento per il quale, non dimentichiamolo, l'Aci negli ultimi 11 anni ha investito 27 milioni di euro».

Solo ragioni economiche, dietro il dietrofront degli organizzatori? L’Aci, rispetto ai 900.000 euro della scorsa edizione, per la prossima ha chiesto alla Regione un milione e mezzo. «Ma non solo non abbiamo avuto segnali positivi – prosegue il numero uno dell’Aci –, abbiamo addirittura ricevuto attacchi politici e dei segnali negativi per cui possiamo dire che stavolta questa splendida esperienza è giunta al termine. Resterà negli annali del rallismo italiano e mondiale, ma non ci sono più le condizioni per portare avanti questa esperienza».

Nel 2011 era stato proprio Sticchi Damiani a fare della Sardegna il suo cavallo di battaglia nella sua elezione alla presidenza dell'Automobil Club d'Italia contro il presidente uscente Enrico Gelpi, che appoggiava il mondiale in Sicilia. «Io sono sempre stato il primo estimatore della Sardegna e dei suoi sterrati, e per me come si può immaginare questa è una decisione dolorosissima – spiega ancora Sticchi Damiani – . La gara però resta nel campionato del mondo, il Rally d'Italia tornerà nella Penisola. Stiamo infatti lavorando a un progetto che coinvolge una serie di regioni del centro Italia». Un ennesimo autogol per la Sardegna e la sua immagine nel mondo, ma soprattutto per il turismo un altro colpo da ko, in particolare per la Riviera del Corallo. «Dispiace - conclude -. Anche a Torino nel corso del recente Consiglio mondiale della Federazione automobilistica internazionale ho verificato che tutti hanno riconosciuto che la prova sarda del rally era arrivata ad una qualità notevole, dopo che sono stati risolti diversi problemi. Anche sotto l'aspetto dei riconoscimenti quella del 2016 è stata l'edizione più bella tra quelle complessivamente da noi organizzate». E anche l’ultima.

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