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Anche dalla Polonia chiedono di salvare la gara mondiale

SASSARI. Il web che ieri è impazzito alla notizia che la Sardegna non ospiterà più la prova italiana del mondiale rally. Commenti variegati sui social network, alcuni polemici e alcuni al limite...

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SASSARI. Il web che ieri è impazzito alla notizia che la Sardegna non ospiterà più la prova italiana del mondiale rally. Commenti variegati sui social network, alcuni polemici e alcuni al limite della decenza. C’è anche un fotografo polacco che in un post se l'è presa con la Fia che in questa disputa non c'entra. Una dimostrazione di quanto il Rally Italia Sardegna sia diventato un appuntamento apprezzato nel mondo del rally, e di quanto sia importante la qualità del "prodotto Sardegna" a livello di foto e riprese tv per chi opera nel settore.

Anche la stampa specializzata straniera si è occupata della questione, in primis il decano dei giornalisti del settore l'inglese Martin Holmes, poi l'inviato della rivista britannica Autosport David Evans e il giornalista tedesco Reiner Kuhn di Motorsport Aktuell, per terminare con lo spagnolo Luis Eiriz, che cura il sito di rally più seguito in assoluto in lingua castigliana, "Fans de Scratch Sport". Tutti sperano in un dietro front dell'Aci.

Tra gli appassionati locali c'è rassegnazione, altri sperano che non sia detta l'ultima parola e che i politici si rendano conto di cosa la Sardegna andrebbe a perdere.

Particolarmente amareggiato si dice Nicola Imperio, che dopo un passato da navigatore è diventato in Sardegna il principale organizzatore dei test. "Sono fuori a seguire delle prove della Volkswagen -ha detto Imperio- e questa notizia mi ha rattristato. Sia l'Aci a Roma che la Regione a Cagliari hanno sempre fatto in questi anni il loro dovere, però certi attacchi politici pretestuosi che si sono verificati di recente contro l'Aci vanno contro il buon senso. Per quanto riguarda i test dei quali si occupa la mia società, noi continueremo a svolgerli nella Penisola e all'estero, ma se non si farà più il rally mondiale in Sardegna molte persone da noi perderanno opportunità di lavoro perché durante le sessioni di prove pregara. Abbiamo infatti tra lavoro diretto ed indotto impiegato circa un centinaio di persone, occupando tra l'altro in diverse zone dell'isola oltre sessanta camere di albergo per diverse settimane".

Marco Giordo

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