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«Riaccendete i motori del rally»

di Mario Carta
«Riaccendete i motori del rally»

Dopo l’addio deciso dall’Aci i politici sardi si mobilitano: «La Regione trovi subito un milione e mezzo»

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SASSARI. I fanalini posteriori della macchina organizzativa dell’Aci sono ormai due puntini rossi lontani. La bandiera a scacchi del Mondiale rally in Sardegna è stata sventolata giovedì per l’ultima volta quando Angelo Sticchi Damiani, numero uno dell’Automobil Club d’Italia, ha fatto sapere attraverso la Nuova Sardegna che il circus del rally iridato con le sue mille anime e i suoi milioni di affari diretti e indotti cambia aria, lascia l’isola e sbarca sul Continente.

Troppa incertezza nella necessaria copertura finanziaria da parte della Regione, nessuna risposta alla richiesta di garantire un milione e mezzo per la prossima edizione, e se non bastasse si sono aggiunti non meglio definiti attacchi politici che hanno indispettito il patron della corsa iridata sarda e del Gran Premio di Formula1 a Monza, le principali corse automobilistiche italiane.

Le spese aumentano, l’onere derivato dall’impegno per Monza imposto dalla Fia costringe a suo dire l’Aci a sollecitare un maggior impegno da parte della Regione, che sempre secondo l’Aci coprirebbe solo una minima parte del necessario «mentre l’Aci nel Rally d’Italia Sardegna – ha fatto sapere Sticchi Damiani – negli ultimi undici anni ha investito qualcosa come undici milioni».

I fanalini posteriori dell’Aci svaniscono, ma dal suo specchietto retrovisore Sticchi Damiani un assegno da 1.500.000 euro lo noterebbe chiaramente, e una frenata con successiva retromarcia sarebbe ancora possibile. E’ questa la richiesta avanzata ieri da Mario Bruno, sindaco della città di Alghero che da due anni è la base della kermesse iridata, e da altri primi cittadini del territorio al governatore Francesco Pigliaru, mentre l’assessore al Turismo Francesco Morandi si è già impegnato a fare di tutto per non perdere il rally-risorsa, sottolineando di aver già provveduto a uno stanziamento di 900.000 euro l’anno per tre anni. Pochi, secondo l’Aci.

Nessuno vuole perdere il rally, e le reazioni sono veementi. Sul fronte politico, arrivano da maggioranza e minoranza, e in particolare dagli esponenti del territorio algherese, il primo a essere interessato da un evento che nel tempo ha però toccato anche la Gallura, l’Oristanese e la Barbagia. Fino a ieri.

«La Regione non può lasciarsi sfuggire eventi di tale portata – sostiene il sindaco di Alghero Mario Bruno –, 50mila presenze in quattro giorni nel solo parco assistenza di Alghero, altrettante nei territori in occasione delle prove speciali, decine di emittenti televisive internazionali: risultati che da soli confermano l'importanza di tale evento per l'intera Sardegna». «Sardegna-Rally - dice Ugo Cappellacci, coordinatore di Forza Italia -, oltre ad essere un binomio inscindibile, è un un veicolo di promozione straordinario. In passato abbiamo combattuto affinché la manifestazione non fosse scippata dalla Sicilia e abbiamo vinto». «Dopo Ryanair vola via dalla Provincia di Sassari anche il Rally - aggiunge il vice capogruppo di FI, Marco Tedde - Una notizia drammatica. Perdiamo un evento che ha rappresentato per la Sardegna una vetrina mondiale con decine di milioni di euro di ricadute economiche sul territorio».

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