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Dinamo, profilo basso in attesa dell’Ue

Dinamo, profilo basso in attesa dell’Ue

L’esclusione dall’Eurocup modifica i piani, ma la società spera in Bruxelles

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SASSARI. Alla larga dalle polemiche e dagli strali della piazza, nel tentativo di riprendere il filo e preparare al meglio la settima stagione consecutiva in serie A. Dalla settimana del preOlimpico a quella postEurocup il passo è breve, ma in casa Dinamo si preferisce lavare i panni all’interno delle mura domestiche. La battaglia contro la Fip e la Fiba, contro Gianni Petrucci e Patrick Baumann, per il momento è persa su tutta la linea, ma il pronunciamento finale spetta ai tribunali dell’Ue e solo a quel punto la storia decreterà vincitori e sconfitti di questa guerra che la Federazione sta combattendo da mesi su un campo molto lontano dal buon senso e dalla comprensione degli appassionati.

In ogni caso Sassari, Trento, Reggio Emilia e Cantù sono definitivamente fuori dalla seconda competizione continentale, quell’Eurocup organizzata dall’Uleb di Jordi Bertomeu che appare infinitamente più attraente, ricca e competitiva della Champions (sai poi che originalità il nome...) che la Fiba sta mettendo in piedi coinvolgendo team che non rappresentano certo il gotha della pallacanestro europea.

Con il basket italiano ancora scosso per la mancata qualificazione della nazionale di Ettore Messina ai Giochi olimpici di Rio de Janeiro, non aiutano di certo le voci di un fronte tutto bolognese (con la retrocessa Virtus in prima linea e la Fortitudo, sconfitta nella finale playoff, pronta a vedere cosa accade) intenzionato a esercitare pressioni nei confronti della Fip per ottenere un ripescaggio nella massima serie ai danni dei quattro club dissidenti, dei quali le bolognesi starebbero chiedendo l’esclusione.

In questo contesto fatto di scarsa lungimiranza, minacce e avvertimenti sotto banco (e su questi si pronuncerà il tribunale di Bruxelles), pozzi avvelenati e personaggi in cerca d’autore, la Dinamo si trova ad affrontare la grana aggiuntiva legata agli accordi con i nuovi giocatori: i quali hanno firmato con la certezza di poter prendere parte a una manifestazione continentale e oggi, nella migliore delle ipotesi, storcono il naso per il rischio di dover trascorrere un’intera stagione confinati in un campionato, quello di serie A, che in questo momento non è di certo tra i più splendenti d’Europa. Mentre il popolo biancoblù se la prende con la Fip, in casa Dinamo si continua a mantenere un profilo basso: calma e sangue freddo, con gli occhi e le orecchie sempre puntati verso Bruxelles. (a.si.)

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