Non dimenticate Bonucci
Il nostro centrale merita un posto tra i protagonisti assoluti di questo Europeo
INVIATO A PARIGI. L’11 dei sogni? Parla portoghese e non potrebbe essere altrimenti visto il trionfo della nazionale lusitana con qualche declinazione in francese, un po’ di spagnolo, tedesco e italiano che non fa mai male e l’inglese che è lingua ufficiale ma con uno spiccato accento gallese.
Nel nostro “4-2-3-1” ideale la custodia della porta è affidata a Rui Patricio, un nome relativamente nuovo anche se è da otto anni nel giro della nazionale. Una carriera vissuta esclusivamente allo Sporting ma le cui quotazioni si sono impennate dopo le straordinarie parate contro la Francia. Nella difesa a quattro la fascia destra è di competenza di Joshua Kimmich, 21enne talento del Bayern che gioca con la sfrontatezza di un adolescente e la sicurezza di un veterano. Al centro la fisicità è garantita da Jeròme Boateng che è migliorato anche con i piedi mentre il centrale pensante è Leonardo Bonucci, uno dei pochissimi difensori in grado di dare il là all’azione e non a caso è uno degli oggetti dei desideri del mercato. A sinistra Raphael Guerreiro, autentica rivelazione del torneo e che poteva entrare a gamba tesa nella storia se in finale la sua magnifica punizione non si fosse stampata sulla traversa.
A centrocampo lo spagnolo Andres Iniesta avrà sempre meno capelli in testa ma comunque resta il cervello del calcio mondiale mentre il tedesco Toni Kroos e dall’esordio sulla scena internazionale che non sbaglia un film. Non c’è che l’imbarazzo della scelta per il tridente alle spalle della prima punta. Un posto di diritto spetta a Antoine Griezmann, eletto miglior giocatore del torneo a cui è mancato il titolo di campione d’Europa per poter contendere il Pallone d’oro a Ronaldo. Ormai è un top-player e ha ancora ampi margini di crescita. Non si può ovviamente rinunciare alla classe e alla fisicità del gallese Gareth Bale, uno che potrebbe giocare ad alto livello in tutti i ruoli compreso quello del portiere e che ha portato il suo Galles ai confini della finalissima
Un posto al sole anche per il francese Dmitri Payet, talento cristallino che ha preso per mano la Francia nella prima fase, ubriacando con le sue finte i controllori diretti e disegnando con il destro della traiettorie impossibili. Con il cambio di modulo in corso d’opera di Deschamps ha perso un po’ di incisività ma quale allenatore non lo vorrebbe nel suo 11 ideale?
Cristiano Ronaldo è senatore a vita nella top 11 di tutti i tempi e chiaramente ha il posto di diritto in quella di Euro 2016. È così forte che riesce ad essere decisivo anche quando non gioca e a Saint-Denisha dimostrato di essere già pronto per fare l’allenatore visto come si muoveva nell’area tecnica.
E a proposito di allenatori, chi mettiamo in panchina? Sicuramente Fernando Santos, ct poco reclamizzato salito in corsa e all’ultimo momento sulla panchina del Portogallo. Una carriera senza troppi acuti tra Portogallo e Grecia, uomo colto e di buone letture e che sa leggere il calcio. Non è un caso se la sua squadra è sempre uscita alla distanza vincendo una sola partita nei novanta minuti. Domenica nel momento di massima difficoltà ha messo dentro un attaccante, Eder: la mossa vincente.
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