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tour de france»UNDICESIMA TAPPA

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MONTPELLIER. La doppietta di Peter Sagan, Christopher Froome che non conosce sosta e, anche quando potrebbe tirare il fiato, esce allo scoperto per legittimare la propria leadership. L’11esima tappa...

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MONTPELLIER. La doppietta di Peter Sagan, Christopher Froome che non conosce sosta e, anche quando potrebbe tirare il fiato, esce allo scoperto per legittimare la propria leadership. L’11esima tappa del Tour de France, la Carcassonne-Montpellier di 162,5 chilometri, considerata alla vigilia una tappa quasi di trasferimento dopo il giorno di riposo e prima dell’assalto al Ventoux, oggi, si rivela invece dura e dall’epilogo inatteso.

Sarebbe dovuta finire con una volata, e invece il vento nel finale ha creato buchi ed opportunità. I primi ad andarsene sono stati Sagan e il suo compagno di squadra della Tinkoff, il polacco Maciel Bodner, raggiunti poi dagli Sky Froome e Geraint Thomas, gli unici che hanno saputo rispondere prontamente per ricucire il gap e andarsi a giocare la tappa. Lo sprint è stato però a tre perchè Thomas, lavoratore indefesso, sventolava prima la bandiera bianca.

Lo slovacco Sagan, campione del mondo in carica, sente odore di successo e infila la doppietta alla Grande Boucle, il sesto centro in carriera al Tour. Alle spalle della maglia verde brilla il giallo di Froome, che tra abbuono e vantaggio sul resto del plotone mette un altro mattoncino di 12” nella costruzione del suo trionfo a Parigi. Terzo Bodnar, poi il grosso del gruppo a 6” regolato dal norvegese Alexander Kristoff., mentre il capitano dell’Astana Fabio Aru, pur incassando come gli altri big la manciata di secondi di ritardo dalla maglia gialla, risale la classifica generale dui due posizioni, adesso è undicesimo.

«Non ci posso credere - dice a caldo Sagan - Quando ho visto Froome e Thomas rientrare ho subito pensato che erano troppo forti per me. Poi, invece... È stata una tappa dal vento folle e imprevedibile, sono dovuto restare davanti perchè altrimenti sarebbe stato troppo pericoloso».

«La maglia verde davanti a quella gialla, sono contento per il mio secondo posto alle spalle di Sagan», il commento di un Froome sempre più padrone della corsa. Il migliore degli italiani è Oscar Gatto (Tinkoff), ventesimo, mentre gli Astana Fabio Aru e Vincenzo Nibali chiudono, rispettivamente, in 22esima e 34esima piazza. Da rimarcare la bella iniziativa di Vichot (Fdj) e Howard (Iam), che in coppia hanno provato a sorprendere i big, senza però riuscirvi.

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