Froome di corsa verso la maglia gialla
Follia sul Mont Ventoux: il “re” resta appiedato poi la giuria lo grazia. Frazione a De Gendt, bene Fabio Aru ora ottavo
MONT VENTOUX. Incredibile al Tour de France. Protagonista, nel bene e nel male, è ancora una volta Chris Froome che, a circa un chilometro dall'arrivo del celebre Mont Ventoux, rompe la bici sbattendo contro una moto, decide di proseguire a piedi invece di aspettare l'ammiraglia per il cambio, perde la maglia gialla, ma poi la riconquista grazia alla decisione della giuria della Grande Boucle che neutralizza il distacco al momento dell'incidente avvenuto alla fine della dodicesima tappa, già accorciata di sei chilometri per il forte vento e vinta per distacco da Thomas De Gendt.
Il finimondo si scatena quando l'inglese del Team Sky si scontra insieme ad altri due corridori, Porte e Mollema, contro una moto della tv francese costretta a inchiodare per evitare uno spettatore e non può far altro che abbandonare la sua bicicletta ormai fuori uso. Ne riceve una di riserva, ma non della sua squadra, che non riesce a utilizzare (l'attacco dei pedali era diverso da quello delle sue scarpe) ed è costretto ad attendere perdendo tempo prezioso. Nel frattempo viene sorpassato da tutti i rivali in classifica che poco prima era riuscito a staccare in salita, compresi Quintana e Aru, il più pimpante fra gli inseguitori. Tutto sembra perduto per Froome con la maglia gialla assegnata a Yates, ma intervengono gli organizzatori che accreditano i distacchi al momento dell'incredibile incidente subito dall'inglese, equiparando i tempi di Froome e Porte a quello del terzo ciclista bloccato dai tifosi e dall’incidente, Bauke Mollema, arrivato decimo a 5’05” dal vincitore di giornata De Gendt.
Froome resta così in testa e accresce il divario dagli avversari: Yates è a 47”, Mollema a 56” e Quintana a 1'01”. Il primo degli italiani è sempre Aru, ottavo a 1'54”.
La corsa aveva nel frattempo applaudito il successo di De Gendt che aveva coronato una lunghissima fuga battendo a Chalet Reynard il connazionale Pauwels e lo spagnolo Dani Navarro. Sulla salita finale, dopo un paio di accelerate di Nairo Quintana, Froome aveva piazzato l'attacco vincente: solo Porte gli aveva tenuto testa e poi Mollema era rientrato da solo su di loro, con Quintana aiutato da Valverde a non perdere troppo tempo (erano circa 30 secondi al momento dell'incidente) e Fabio Aru in evidenza ritornando prima su Quintana e rispondendo bene all'accelerazione di Adam Yates. Un epilogo quello del Ventoux che riaccende le polemiche sulla sicurezza della corsa francese con i tifosi protagonisti negativi e che ha rischiato di far perdere la leadership a Froome criticato qualche giorno fa per aver colpito con un pugno uno spettatore che lo aveva infastidito nell'ottava tappa alla fine della quale ottenne una maglia gialla che ieri è riuscito a mantenere solo per miracolo.
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