I sindaci in campo per la conferma del rally mondiale
Inviato in Regione un report con i dati dell’edizione del 2016 «Non è il caso di lasciarsi sfuggire occasioni di questo tipo»
ALGHERO. Spettacolo, emozioni e passione che potrebbero finire nell’album dei ricordi, insieme alle vecchie foto di famiglia. Ma diciotto sindaci del nord Sardegna, capeggiati dal primo cittadino di Alghero Mario Bruno, non hanno nessuna intenzione di rinunciare al le emozioni del campionato mondiale di Rally. Ecco perché ieri hanno scritto al presidente della Regione, Francesco Pigliaru, per chiedere che il mondiale resti in Sardegna e per dare forza a una richiesta che ogni anno deve essere ribadita, perché il rally è sempre in bilico sul filo del rasoio. L’ultima spinta destabilizzatrice è arrivata dal presidente dell’Aci, Angelo Sticchi Damiani, che per il prossimo anno ha chiesto un contributo più robusto alla Regione: da 900mila euro a un milione e mezzo.
Per provare ad accelerare le operazioni di disgelo dopo una richiesta che aveva congelato la Regione sono scesi in campo i sindaci che, oltre a chiedere di accogliere la richiesta dell’Aci, hanno allegato un dettagliato dossier in cui snocciolano i numeri dei benefici prodotti dal passaggio della carovana mondiale nel Sassarese, e nell'alta Gallura: «La scelta di interessare le province di Sassari e Olbia-Tempio si è rivelata positiva, ripagando abbondantemente tutti i territori coinvolti». I numeri, poi, sembrano dare ragione ai sindaci: 50mila presenza solo al parco chiuso di Alghero, 8mila per la prova spettacolo di Ittiri, 12mila tifosi arrivati in Sardegna che hanno prodotto una spesa procapite di 200 euro al giorno che, sommata a quella del resto degli appassionati, ha sfiorato 13 milioni di spesa totale.
«Non è il caso di lasciarsi sfuggire simili occasioni e di alimentare rivalità – scrivono i sindaci – ma invece è il momento adatto per valorizzare le eccellenze dei territori e il ruolo strategico degli eventi sportivi che possono contribuire a rilanciare l'economia turistica del nord ovest della Sardegna, già abbondantemente segnata dalla crisi del trasporto aereo».
Insomma, dopo il caos dei voli e le incertezze sull’aeroporto della riviera del corallo, perdere anche il mondiale di Rally diventerebbe un colpo troppo difficile da incassare.
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